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Concorso straordinario, i bandi in Gazzetta dal 28 aprile

Concorso straordinario, i bandi in Gazzetta dal 28 aprile

La Azzolina accelera sui bandi dei concorsi. Per quello straordinario la pubblicazione è prevista per domani 28 aprile. Un anticipo di due giorni sulla data limite. Un anticipo di poche ore ma molto importante dal punto di vista simbolico. Soprattutto in una fase storica come quella attuale segnata dall’epidemia.
La ministra ha deciso di rilanciare per tentare di anticipare la gestione settembrina, almeno dal punto di vista della docenza. Un tentativo di contenere la supplentite che a settembre rischia di sfondare il tetto delle 200.000 unità. Si spiega così la scelta della titolare dell’Istruzione di accelerare sui concorsi a cattedra bloccati da quasi due anni e attesi martedì 28 aprile in Gazzetta Ufficiale nonostante il niet dei sindacati (e di LeU).

Se, come sperano a viale Trastevere, la prova semplificata si svolgesse ad agosto (si punta ad avere 33mila postazioni pc dislocate nelle 8mila scuole) dai nuovi assunti arriverebbe un aiuto a scongiurare il rischio di ritrovarci con 200mila supplenti. A patto che gli aspiranti prof siano pronti a spostarsi, perché oltre metà delle disponibilità sono ubicate al Nord. Una scelta che va fatta al momento della domanda, e in modo consapevole, visto che poi il neo immesso in ruolo dovrà restarci per 5 anni.

Al bando possono partecipare gli insegnanti precari, non abilitati, con 3 anni di servizio alle spalle (anche non consecutivi) negli ultimi 12. E almeno uno dei tre deve essere svolto nella classe di concorso per la quale ci si candida. Secondo i primi calcoli del ministero sono circa 77mila i possibili candidati.
La domanda si presenta in un’unica regione dal 28 maggio al 3 luglio. Ci si può candidare sia per il sostegno sia per il posto comune, ma occorre versare un contributo di 40 euro per ciascuna procedura. La selezione consiste in una sola prova scritta (massimo di 80 punti) più la valutazione dei titoli (massimo 20 punti, di cui 3 per una laurea magistrale o vecchio ordinamento e un punto per ciascun anno di servizio).
Il concorso si supera con 56/80, corrispondente ai 7/10 citati dalla legge.

 A chi ottiene 56/80, ma non rientra nei 24mila posti messi a concorso, viene offerto un “paracadute”. Cioè potrà partecipare a una procedura, ugualmente straordinaria, per conquistare almeno l’abilitazione all’insegnamento (per il ruolo poi si dovrà comunque superare un concorso). Alla stessa procedura, sempre facendo domanda dal 28 maggio al 3 luglio, può partecipare chi ha tre anni di servizio nelle scuole, statali o paritarie (si supera con 7 decimi) e ha pagato l’obolo di 15 euro.

 

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