Opinioni

Azzolina come Renzi, i sindacati sconcertati dalla Ministra

Azzolina come Renzi, i sindacati sconcertati dalla Ministra. La pubblicazione dell’ordinanza sulla mobilità ha creato una frattura profonda. Il rapporto con i sindacati, eccezion fatta con qualcuno indipendente, non è mai stato sereno per la Azzolina. L’iter che dovrebbe portare ai concorsi è segnato da più di un arottura. Ma la vicenda mobilità 2020 segna una sorta di punto di non ritorno. Basta leggere le dichiarazioni che continuano a susseguirsi a due giorni dalla ordinanza.

Scrive la FlcCgil. “L’assenza quasi totale di interlocuzione. Il mancato rispetto degli impegni presi. La comunicazione notturna dell’avvenuta firma sui social nemmeno contestuale all’informativa alle organizzazioni sindacali. Si delinea un inedito comportamento dell’amministrazione rispetto agli ultimi anni. Un drammatico ritorno ad un sistema di disintermediazione delle rappresentanze che non si ricordava più dai tempi della legge 107/15”.

Ecco, l’agitare dello spettro della Buona Scuola renziana è la massima invettiva che si può inviare. La Azzolina viene interpretata  come una decisionista poco trasparente. Ricordano i sindacati che il 5 marzo “Il Ministero ci aveva presentato i contenuti dell’ordinanza leggendo un testo in bozza. Ma chiedendo anche di far pervenire le nostre osservazioni per poter valutare possibili correttivi e miglioramenti al testo, nonché refusi ancora presenti”.

Sono i sindacalisti tutti a ricordare come nel’ordinanza occorreva analizzare anche altre tematiche.  In particolare la riapertura del contratto e la deroga al blocco quinquennale. Scrive di nuovo la Flc.

“In quella occasione avevamo presentato, anche per iscritto, alcune richieste specifiche:

  • riaprire il contratto ai sensi dell’art.1 co.4 del CCNI mobilità 2019-2022essendo intervenuta la L.145/18 a modificare la possibilità di accesso alla mobilità per i docenti neoassunti da concorso (DDG 85/18 e DM 631/18);
  • la deroga al blocco quinquennale di permanenza sulla scuola imposto per legge in quanto elemento discriminante perché riferito ad un solo canale di reclutamento; i docenti interessati, tra l’altro, ricadono in questo provvedimento a causa di un ritardo dell’amministrazione nella pubblicazione delle graduatorie di merito dei concorsi regionali”.

Inoltre la FLC CGIL aveva evidenziato che per i docenti che saranno stabilizzati sui posti di Quota100, resi disponibili solo dopo le operazioni di mobilità e reclutamento 2019/2020, è necessaria una sequenza contrattuale specifica che permetta di evitare disparità di trattamento causate da interventi di legge restrittivi o comunque discordanti.

Sulla base di queste argomentazioni, l’amministrazione si era riservata qualche giorno per alcuni approfondimenti di natura legislativa.

“Il Ministero dell’Istruzione dal 5 marzo non ha più dato alcun riscontro e, ignorando tutte le nostre puntuali richieste, ha scelto la via diretta della pubblicazione delle OM, preceduta da una comunicazione via social di avvenuta firma da parte della ministra Azzolina”.

Resta quindi un vulnus difficilmente sanabile con sindacati, ma anche gran parte del mondo politico che accusa la Ministra di un’arroganza del tutto fuori luogo.

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