Scuola dell’obbligo dai 3 ai 18 anni, la proposta fa discutere. Rebus paritarie
Scuola dell’obbligo dai 3 ai 18 anni. È il progetto su cui sta lavorando il governo, ma che tante discussioni sta suscitando nel mondo della scuola. Il viceministro dell’Istruzione, Anna Ascani, ha chiarito che si tratta di un percorso non immediato, ma le polemiche sono già in corso. Oggi la fascia della scuola dell’obbligo va dai 6 ai 16 anni. Dagli istituti – soprattutto quelli della scuola materna – non viene chiesto uno stop, ma una seria riflessione sì.
LE MOTIVAZIONI
Tra i motivi che hanno indotto il governo a pensare a questo allungamento vi è la lotta all’abbandono scolastico. Oltre 140mila sono gli adolescenti che escono dalla scuola prima dei 16 anni secondo i dati del Miur. In realtà la scuola dell’infanzia è già partecipe di questo percorso. Pur se facoltativa la scelta, nelle scuole dell’infanzia va già il 96% dei bambini dai 3 ai 6 anni. L’obiettivo è far partire la riforma per l’anno scolastico 2023, ma prima bisognerà reperire i fondi adeguati.
LE PARITARIE
Il problema maggiore è rappresentato dalle scuole paritarie. In Italia sono 9.284 le scuole materne paritarie con oltre 560mila bambini iscritti. Oggi sono tanti i genitori che iscrivono i figli in scuole private o paritarie, secondo il Ministero – almeno per ora – questa rete di istituti andrà coinvolta nel progetto dell’allungamento della scuola dell’obbligo. Si tratta però, come sempre, di mettere mano al portafogli e di impiegare ampi fondi prelevandoli dalle casse dello Stato. Resta da potenziare, spiegano dal Miur, il segmento da 0 a 3 anni che oggi le scuole pubbliche coprono per appena il 33%.
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