Prof precario scrive alla Azzolina: “Ministra, La vita non è un quiz. Non può trattarci da schiavi”

Prof precario scrive alla Azzolina: “Ministra, La vita non è un quiz. Non può trattarci da schiavi”
Riceviamo e pubblichiamo l’interessante lettera di un docente precario.
Al Ministro Dell’Istruzione
Prof.ssa Lucia Azzolina
Cara Ministra, intanto complimenti per la carica istituzionale ricoperta da breve. Ho cinquant’anni, sono un Docente I.T.P. precario, ho un’abilitazione alla libera professione per progettazione impianti elettrici civili e industriali, altri titoli di studio ed esperienze professionali. Ho lavorato in uno studio di ingegneria, quindi portando ulteriore formazione all’interno della scuola.
Sono R.S.P.P. da 15 anni nelle scuole ed ho collaborato ad un progetto sulla sicurezza al Ministero. Sono Meridionale, ho fatto la gavetta per 10 anni in Lombardia, da 22 nelle marche. Un c.v. di 15pag.a corpo 11, e molto, molto altro; ovviamente figli, moglie, mutui…..Per tre anni ho fatto tutti i giorni 200km per raggiungere la sede di supplenza e tornare a casa, per 12h settimanali.
Adesso, grazie all’approvazione del decreto per il reclutamento dei Docenti ed in particolare il concorso straordinario, verrò messo su un banco e valutato a quiz o/e test….Cara Ministra, studiando le avvertenze generali e la metodologia didattica prevista per il concorso straordinario, credo che anche Lei avrebbe notevoli difficoltà a superare il test previsto, e non è certo un’offesa. Sono io e quelli come me, messi dietro il banco.
Mi chiedo con quale coraggio e criterio logico si possa valutare un Docente che per anni ed anni ha insegnato, lo si possa valutare attraverso questo metodo selettivo di quiz o test, pretendendo che sappia di: cervello e struttura, sviluppo sistema nervoso nell’adulto, prospettiva psicofisiologica, della gestalt, funzionalista, cognitivista, il modello associativo, hip, la prossemica, cinesica, Pavlov, Piaget, Kohlberg, Bruner, Dewey, Vygotskij ,Freud A e S, Winnicott, Erikson, Bowlby,….metodo Feuerstein, Kelly, Goleman, neuroscienze, i neuroni specchio e gli studi Rizzolati, legislazione e normativa scolastica, costituzione, ordinamento costituzionale, tutte le riforme scolastiche, l’autonomia scolastica sia normativa che finanziaria, il sito web della scuola, gli ordinamenti scolastici, la governance, lo stato giuridico, invalsi, la scuola italiana nel contesto europeo, la progettazione e programmazione……insomma 430 pagine corpo 8.
Cara Ministra, io sono un Insegnante Tecnico Pratico, ho 50 anni, ho molta esperienza alle spalle e le posso tranquillamente dire che: tutta questa teoria citata, non mi serve. L’ I.T.P. è un Tecnico Pratico. Lei deve avere il coraggio di dire che non c’è più possibilità per noi e soprattutto per noi che abbiamo raggiunto una certa età, che dobbiamo cambiare mestiere, che ovviamente non troveremo. Deve avere il coraggio di non chiamarci più dopo non aver superato i quiz o test perché, dice la norma: non siamo idonei all’insegnamento e quindi non abilitati.
Lei non può trattarci da schiavi quando vuole, chiamandoci appunto alla bisogna quando Le serviamo e io sempre accettando, sempre con la stessa speranza che ebbi nei dieci anni a Milano e poi, percorrendo i 200 Km giornalieri, speranzoso che un giorno qualcuno si renderà conto dei sacrifici e che eravamo e lo siamo competenti ad insegnare.
Leggo che Lei ha insegnato, sa cosa voglio dire…. Speravo che prima o poi a rivestire la carica da Ministro dell’istruzione fosse finalmente un Docente, cosi da capire le problematiche e risolverle. Sicuramente questo modo di selezione ha provocato delusione, umiliazione, sconforto; tutti sentimenti negativi che si ripercuotono nella voglia di lavorare. Amareggiato dal mio Ministero che ti sta’ cacciando. Questo, cara Ministra è quello che ad oggi io e quelli come me sentiamo tutti i giorni.
Sto pensando seriamente, a cinquant’anni, di fare le valigie da questo Paese ed andarmene all’estero con la famiglia. Sto pensando di non presentarmi affatto a questa tragica umiliazione e farsa assurda. La invito, da Docente, a pensare, a quando i miei ragazzi e quelli di coloro che non passeranno il test, ci saluteranno per non tornare più. Entreranno invece ragazzi appena laureati e diplomati che non sanno manco come si compone un consiglio di classe se non in teoria.
Non conoscono nei fatti, la scuola, ma solo in teoria. Poi, molto probabilmente, visto che non si riuscirà a coprire tutte le cattedre attraverso i concorsi, ci richiamerete; a quel punto saremo abilitati virtuali: sarei un Docente non abilitato ma in grado di insegnare quando serve ma, sempre non abilitato, che vuol dire, “non in grado di insegnare”. In questo caso si, lo siamo competenti ed utili? Non ci si rende conto che sono ormai quasi dieci anni che insegno. Contano i TEST superati. Io spero che qualcuno mi svegli da questo incubo astratto e illogico e bizzarro.
Mi scusi Ministra se mi permetto ma: non sarebbe più utile per i ragazzi e meno oneroso per il Ministero, non sprecare danaro e risorse per il concorso straordinario per i Docenti che insegnano da almeno tre anni? In quanto di esperienza e “abilitazione” ne abbiamo abbastanza sul campo? “L’esperienza è il solo insegnante in cui possiamo confidare; cit. Leonardo da Vinci”. Forse non ci si crede più a quest’uomo poiché non è più di moda ma, esperienza, cultura, ingegno si. Forse è il caso di ricordarlo e farne tesoro, che ne dice?
Gli insegnanti con almeno tre anni di servizio potrebbero fare l’anno di prova con esame finale, rispettando la legge comunitaria ed evitando, successivamente, migliaia di ricorsi alla corte europea che molto probabilmente vinceremo con la conseguenza di farci fare guerra tra noi Docenti poiché, poi, verranno stravolte le graduatorie.
Così facendo Lei, assicurerebbe ai ragazzi i loro Docenti già al primo settembre. Mi chiedo Lei, come si sentirà quando io e gli altri come me, alla nostra età, ma con tanta, tanta esperienza alle spalle e tantissimi sacrifici personali e familiari, ci troveremo fuori, non abilitati ma chiamati alla bisogna. Passati avanti da ragazzi di ruolo che inevitabilmente ci chiederanno consigli e pareri di come gestire e comportarsi in classe ed individualmente.
Io, Signora Ministra, ho molta difficoltà a credere che Lei abbia fatto sacrifici. Ho molta difficolta a credere che Lei sappia cosa significhi “fare sacrifici per una speranza”. Ho molta difficoltà a credere che Lei abbia militato in un sindacato. Ho molta difficoltà a credere che sappia mettersi nei miei panni.
Chi le scrive, Signora Ministra, è figlio di un D.S. in pensione. A casa si masticava, si è masticato e si mastica scuola da quando ero in culla.
Mi auguro davvero che Lei cambi i criteri del concorso e ripensi alla metodologia di reclutamento, quantomeno per quelli che come me hanno conquistato l’abilitazione sul campo.
Dott. LINO LA TORRE
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