Focus

Suor Anna Alfieri: Cara Azzolina, spenda meglio le risorse pubbliche. Non dimentichi le paritarie

Suor Anna Monia Alfieri: Cara Azzolina, spenda meglio le risorse pubbliche. Non dimentichi le paritarie
C’è chi si dissocia, almeno in parte, dal coro di consensi nei confronti della neo ministra. Suor Anna Monia Alfieri, marcelliniana, per esempio. Religiosa, ma anche divulgatrice e giornalista, Suor Anna ha scritto su Formiche.it un corsivo molto critico. Soprattutto in difesa delle scuole paritarie. Scuole che secondo lei hanno visto negli ultimi tempi un progressivo e inesorabile attacco da parte del governo. La logica descritta nell’articolo è chiara: nel campo dell’istruzione sono necessarie continuità, pluralismo, qualità, giustizia, equità. Spendendo meglio le risorse che ci sono e soprattutto avendo chiaro il quadro delle risorse e degli sprechi.

Non si può non essere d’accordo con Suor Anna in linea di principio. Che, poi, scende apertamente in difesa delle paritarie.

“Il genitore – ricco o povero che sia – ha il diritto di scegliere l’educazione per i propri figli. La scelta implica un pluralismo di offerta formativa, altrimenti non ha senso. È regime. L’offerta formativa pubblica, per legge (L. 62/2000) è gestita sia dallo Stato che da privati convenzionati (comuni, province, istituti accreditati), attraverso l’utilizzo di quanto versato dai cittadini contribuenti. “Servizio pubblico” non è sinonimo di “Servizio gestito dallo Stato”. “Scuola pubblica” non è sinonimo di “Scuola gestita dallo Stato”. Ma sono concetti ben chiari alla cultura dei neo ministri, come alla coscienza del cittadino consapevole.

Le  scuole paritarie non sono un onere ma un vantaggio per lo Stato in quanto, in una gravissima illogicità di sussidiarietà al contrario, le famiglie italiane che scelgono di diritto le paritarie finanziano il disavanzo del ministero e quindi dello Stato italiano.

Lo Stato italiano preferisce spendere di più e male pur di ledere ideologicamente il pluralismo educativo, che è un diritto costituzionale. Un esempio: i 300 alunni dell’Istituto Vittoria Colonna di Milano – se trasferiti in blocco alla scuola statale – costerebbero all’imposizione fiscale euro 300 X 10.000 = 3.000.000,00  di euro annui”.

Insomma per Suor Anna la scuola pubblica costa di più e rende peggio. Questione di punti di vista. Ma la soluzione della religiosa non  è aumentare il livello qualitativo e produttivo del pubblico, quanto le risorse indirizzate alle paritarie.

“Alle suddette questioni occorre rispondere con l’attuazione di un effettivo pluralismo, assegnando alla famiglia (o alla scuola tutta, statale e paritaria) una quota capitaria da spendere per la scuola scelta e innalzando il livello di qualità sotto lo sguardo garante e controllore dello Stato, che spenderebbe 5.500 euro annui, contro i 10mila spesi oggi.

Se il ministro dell’Istruzione in carica di turno si ritiene legittimato a fare il contrario se ne assuma la responsabilità di fronte a famiglie, scuole, docenti, e di fronte ai propri elettori, anch’essi depositari del diritto di scelta educativa in un pluralismo formativo”.

Insomma una scuola privata con soldi pubblici.

ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA

“Bassano sei tu?”. A Salerno il video di una prof diventa virale. Il web insorge: “Intervenga il Miur”

Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020

Elogio della lezione frontale: “Didattica è sentire che ciò che si conosce arrivi agli alunni senza sforzo”

Gite scolastiche, il Miur fissa dei limiti sulle destinazioni. Ecco cosa prevede la normativa per ogni classe

Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza

Augias: “Niente analisi logica e grammaticale a scuola, normale che i ragazzi non capiscano i testi”

Scuola, i sei giorni di ferie possono essere trasformati in permessi: ecco il codice da utilizzare

Leggi qui altre notizie su OggiScuola

Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio