Didattica

Imparare giocando, ecco come si combatte (vincendo) la dispersione scolastica

Imparare giocando, ecco come si combatte (vincendo) la dispersione scolastica

Imparare giocando con una didattica innovativa che utilizza creatività, arte, ‘problem solving’ e nuove tecnologie per raggiungere gli obiettivi di apprendimento scolastico nelle aree urbane ad alto rischio dispersione. È l’idea con cui all’Istituto Comprensivo “Radice Sanzio Ammaturo” di Napoli  è ripartito “Proud of You”. Si tratta di un progetto che si prefigge su tutto il territorio nazionale (da Torino a Napoli) di accompagnare in maniera inclusiva ed innovativa il percorso formativo dei giovani (e dei loro genitori) nelle aree più disagiate.

Assenze annue ridotte in luoghi ad alta dispersione scolastica e media voto raddoppiata in materie nevralgiche come la matematica tra gli studenti coinvolti, sono i numeri importanti della prima edizione ‘pilota’ di “Proud of You”.

Il segreto del successo di questo progetto secondo gli stessi docenti coinvolti sta nell’inclusività della sua metodologia pedagogica che ha come obiettivo quello di consolidare quanto imparato in classe durante l’anno con un percorso didattico costruito come una “caccia al tesoro”, in grado di unire lettura e partecipazione attiva, sotto forma di quiz, enigmi o semplici sfide da superare, finalizzate ad esercitare la grammatica, la sintassi, la logica ed il lessico.

Un lungo percorso didattico (due giorni a settimana fino ad aprile 2020, per un totale di 32 appuntamenti annui in ogni plesso scolastico dell’Istituto “Radice Sanzio Ammaturo”) che si avvale della preziosa collaborazione scientifica di tre grandi poli di eccellenza accademica del Mezzogiorno: il Dipartimento di Matematica e Applicazioni “Renato Caccioppoli” dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (che si occupa della progettazione e dello sviluppo della didattica della matematica), il Dipartimento di Scienze formative dell’Università Suor Orsola Benincasa  (che fornisce le sue ‘giovani maestre’ come tutor didattici) e il Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” (che si occupa della valutazione di impatto del progetto).

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