“Decreto scuola, a discapito dei precari”: l’ira dei sindacati
“Decreto scuola, a discapito dei precari”: l’ira dei sindacati
Che fine ha fatto il decreto scuola? Da qualche giorno marcia a rilento nei meandri del parlamento. Qualcuno sussurra che la ragione è semplice: ci sono emendamenti approvati in commissione cultura che non piacciono. Soprattutto ai sindacati. Quali sono questi emendamenti? La vicenda Dsga per esempio. ma anche aver notato che quanto discusso ai tavoli di trattativa sembra essere scomparso nell’ultima versione Quindi stop ai lavori. Anche alla luce dell’ultimo comunicato sindacale di protesta.
“Quando da quei tavoli scaturisce un’intesa ministro e governo hanno la responsabilità di farsene carico assicurandole il massimo sostegno in sede legislativa”.
In particolare i sindacati chiedono al ministro Fioramonti di “attivarsi perché il decreto legge 126/2019, cui è affidata l’applicazione di un’intesa, [il riferimento è all’accordo del 24 aprile e a quello del 1° ottobre] mantenga piena coerenza con i suoi contenuti, senza essere stravolto da emendamenti che vanno in direzione diversa o addirittura contraria, vanificando gli obiettivi per i quali le misure sono state pensate e inserite nel provvedimento”.
“È inammissibile – scrivono Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda – che i sindacati, nella più totale assenza di necessari momenti di verifica e di confronto, debbano apprendere dalla lettura degli atti parlamentari del moltiplicarsi di proposte emendative, talvolta avanzate da esponenti di maggioranza, chiaramente in conflitto con le finalità originarie del decreto e con le intese cui dev’essere data attuazione”.
“Ci sono lacune da colmare e punti importanti su cui non sono ammissibili cedimenti – si legge nel comunicato – dalla questione dei facenti funzione di DSGA, alla tutela della continuità didattica per i docenti diplomati, alle misure straordinarie per la stabilizzazione di tutti gli insegnanti precari, compresi i docenti IRC. Addirittura ci sono proposte che invadono pesantemente la sfera delle prerogative contrattuali in materia di mobilità del personale”.
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