Fioramonti fa sul serio: sistema scuola a rischio, 3 miliardi o dimissioni
Sistema scuola a rischio senza fondi. Torna, così, a minacciare le dimissioni dal dicastero dell’Istruzione di viale Trastevere. Il ministro Fioramonti ribadisce le sue intenzioni se dalla manovra economica non usciranno i 3 miliardi che lui ha chiesto che vangano messi a disposizione del Sistema Scuola. E a tale proposito il ministro dice di
sostenere “l’emendamento proposto dalla senatrice Cattaneo affinche’ si vincolino 80 dei 140 milioni di euro statali per la copertura dei costi di ideazione, costruzione e mantenimento di facilities nazionali Ht e delle spese di mobilita’ dei ricercatori di universita’, irccs e enti pubblici di ricerca”.
Secondo il ministro, nell’ambito universitario ci sono atenei che si trovano “a operare in aree socio-economiche ricche e che hanno piu’ facilita’ a reperire finanziamenti perche’ gran parte della popolazione studentesca ha un reddito superiore alla no tax area” ma nelle altre aree “accade la dinamica opposta” per cui “il compito dello Stato e’ fare in modo che tutte le altre citta’ siano messe in condizione di
correre “in egual misura. Tanto da spingere per l’introduzione di un “fondo di perequazione”.
E sulla manovra Fioramonti dice di avere la stessa posizione “di sempre”: chiede una “linea di galleggiamento”, altrimenti dal prossimo anno – dichiara il ministro – “tante universita’ non potranno pagare gli stipendi”. E secondo la media europea l’Italia “dovrebbe investire 24 miliardi di euro” e cinque anni fa, “sono andato a rivedere le cifre, su scuola e universita’ c’era un investimento di 5 miliardi”.
“La mia –
chiosa il ministro – non e’ una pretesa arrogante, ma una battaglia politica. Chiedere 3 miliardi e’ il minimo per arrivare ad una soglia di galleggiamento ed evitare il fallimento di tante universita’”. E per ottenere questo risultato le uniche armi del ministro sono “mettere sulla
bilancia la fine della esperienza governativa”.
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