Bimbo ucciso di botte a Cardito, una vicina: “Il piccolo sembrava un mostro, era irriconoscibile”
“Mi sembrava un mostro, era irriconoscibile” e poi “non pensavo che una persona potesse arrivare a tanto”. Lo ha detto una vicina di casa del piccolo Giuseppe, il bimbo ucciso il 27 gennaio scorso a Cardito (Napoli), durante la terza udienza del processo in corso a Napoli a carico di Tony Essobti Badre e Valentina Casa, rispettivamente patrigno di Giuseppe e madre del bimbo ucciso.
La circostanza fa riferimento al giorno in cui Giuseppe venne ucciso, precisamente al momento in cui intervennero i sanitari del 118.
Dramma a Cardito, la teste: “Ho pensato a mio figlio che ha otto anni”
“Quando ho visto la bambina – ha detto ancora la donna – ho pensato a mio figlio che ha otto anni…aveva i capelli strappati, dietro la nuca, l’ho vista per pochi istanti ma fa male ricordare”.
Quando andavano a scuola avevano sempre gli occhi bassi
La donna ha poi ricordato le volte che li vedeva andare a scuola: “avevano sempre gli occhi bassi, sembravano impauriti”. Quel giorno (quello dell’omicidio), ricorda la donna, “non mi e’ stato chiesto aiuto” e neppure “ho sentito urlare”.
La testimone ha poi confermato alcune dichiarazioni rese alle forze dell’ordine quando venne ascoltata nell’immediatezza dei fatti: “quella era la casa degli orrori: lui (Badre, ndr) che urlava sempre tantissimo e diceva parolacce”.
LEGGI ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA
Carta del Docente: disponibile il nuovo bonus. Indicazioni tecniche per le iscrizioni 2019/2020
Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza
Augias: “Niente analisi logica e grammaticale a scuola, normale che i ragazzi non capiscano i testi”
Scuola, i sei giorni di ferie possono essere trasformati in permessi: ecco il codice da utilizzare
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook e sul profilo ufficiale Twitter



