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Fridays for future. Bene l’adesione di Fioramonti, ma ora bisogna introdurre a scuola l’educazione al clima

Migliaia di studenti sono scesi in strada in Australia, Thailandia, Indonesia ed India, dando inizio allo ‘sciopero globale’, in vista del summit Onu sul Clima, in programma da lunedi’ a New York. Lo riferiscono i media internazionali. Manifestazioni e cortei sono in programma a breve in Giappone, Filippine e Birmania: saranno 150 i Paesi coinvolti in tutto il mondo. Il clou e’ previsto proprio a New York, dove Greta Thunberg guidera’ le manifestazioni: a oltre un milione di studenti e’ stata garantita la ‘giustificazione’ dalle autorita’, potranno saltare scuola senza penalizzazioni.

Sciopero per il clima: FLC CGIL a Fioramonti

Sono apprezzabili e degne di nota le parole del ministro Fioramonti di sostegno e di adesione al movimento globale dei Fridays for future, lanciati da Greta Thunberg e allo sciopero globale per il clima e la salvezza della Terra del prossimo 27 settembre. Potremmo dire: finalmente!”. Commenta così, Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, le posizioni del ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca sui Fridays For Future e il prossimo sciopero per il clima.
Il segretario della FLC prosegue: “Da parte nostra, ricordo che abbiamo già proclamato lo sciopero per il clima previsto per il 27 settembre, per il personale della scuola, delle università, delle accademie e degli enti di ricerca. Ora però, è opportuno che il ministro faccia seguire a quelle parole una serie di impegni concreti, per evitare che esse siano interpretate come mera propaganda, a partire dalla necessità di coinvolgere i suoi colleghi di governo nella battaglia comune e dell’intero genere umano contro i cambiamenti climatici e la diffusione di vecchie e nuove povertà”.

Introdurre educazione al clima

“Crediamo che sia giunto il momento per aprire al dibattito pubblico la necessaria riflessione su come introdurre in modo strutturale, e perfino, curriculare, l’educazione al clima nelle scuole di ogni ordine e grado. E infine, accanto a ciò, si potrebbe istituire una data per il clima, in modo tale che ogni anno in ogni scuola, ateneo, accademia e centro di ricerca, sui media, e nell’opinione pubblica più generale torni ad essere centrale il sacrosanto allarme per il destino della Terra e dell’umanità”.
“Sono pochi ma significativi impegni che potrebbero però dare avvio, almeno in Italia, a una grande stagione educativa su tutti i temi sollevati dalla lotta per il clima”, conclude Sinopoli.

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