Cassazione: il pedone sulle strisce ha sempre ragione (anche se attraversa distrattamente)

Cassazione. Il conducente di una vettura “deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizioni di sicurezza”, quali “l’arresto tempestivo” dell’auto entro i “limiti del suo campo di visibilita’” e davanti a “qualsiasi ostacolo prevedibile”, ad esempio un pedone che attraversa la strada sulle strisce in orario notturno in un punto poco illuminato.
LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Lo ribadisce la Cassazione, con una sentenza di una settimana fa, con cui ha rigettato il ricorso di un uomo, condannato per omicidio colposo, che aveva investito una donna sulle strisce pedonali a Roma. La Corte d’appello di Roma aveva rilevato come la condotta dell’imputato fosse stata caratterizzata da “negligenza, imprudenza e imperizia”. Poiche’ egli, mantenendo su una strada urbana una velocita’ di 40-50 km/h, mentre sopraggiungeva ad un incrocio segnalato con lampeggiante, aveva investito – uccidendola – una donna che attraversava sulle strisce. Non adeguando opportunamente la velocita’ della propria vettura all’incrocio e violando la norma del codice della strada che impone a chi guida di dare la precedenza a chi si trova sull’attraversamento pedonale.
VELOCITA’ SEMPRE PROPORZIONATA
“Non puo’ dubitarsi che fra gli ostacoli prevedibili vi sia un pedone che in ora notturna, in zona priva di adeguata illuminazione, attraversi la strada. Peraltro sulle strisce pedonali, in incrocio regolato dal solo semaforo lampeggiante” ed e’ “chiaro che, in una simile situazione – aggiunge la Cassazione – come correttamente ritenuto dalla Corte territoriale, la velocita’ deve essere costantemente proporzionata allo spazio corrispondente al campo di visibilita’. Al fine di consentire al conducente l’esecuzione utile alla manovra di arresto considerato il tempo psicotecnico di reazione nell’ipotesi in cui si profili un ostacolo improvviso”.
CASSAZIONE, MODERARE L’ANDATURA IN CONDIZIONI DI SCARSA VISIBILITA’
Il conducente, dunque, conclude la sentenza, pur viaggiando a una velocita’ consentita, “avrebbe dovuto ulteriormente moderare l’andatura, vista l’ora notturna e le scarse condizioni di visibilita’”. La giurisprudenza in materia di circolazione stradale, infatti, ha sancito con piu’ pronunce che “l’utente della strada e’ responsabile anche del comportamento imprudente altrui purche’ questo rientri nei limiti della prevedibilita’”, tanto che “l’obbligo di moderare adeguatamente la velocita’ in relazione alle caratteristiche del veicolo e alle condizioni ambientali va inteso nel senso che il conducente deve essere in grado di padroneggiare il veicolo in ogni situazione”.
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