“Il mio nome è Silvio e da due anni a scuola prendo solo 10”
Si chiama Silvio e in questi giorni sta affrontando la maturità con un background scolastico davvero invidiabile: 10 in tutte le materie, ed l’unico di tutto il liceo Alessandro Manzoni di Milano ad averla avuta per due anni di fila. A raccontare la sua storia è il Corriere Della Sera, che lo ha intervistato in vista della prova d’esame.
Silvio: ottimo rendimento, ma problemi di cuore
Ma non è tutto rose e fiori nella vita di Silvio, studente modello dai capelli ricci e gli occhiali tondi.”Due settimane fa . racconta al Corsera – è finita dopo sette mesi la storia con una mia compagna di classe. Non vorrei farla languida ma mi manca molto. Magari è stata solo l’agitazione da maturità e quando finisce l’esame ci ripensa… Ecco: questo sarebbe il miracolo”.
Sebbene ottenga il massimo in tutte le materie, scriva benissimo, conosca la storia, la poesia e risolva equazioni a mente, Silvio ha un sogno ben preciso: fare il chirurgo in aree di crisi.
Il sogno di diventare chirurgo
“La gente non vede altro che il ragazzo studioso e sempre sorridente – spiega lo studente – ma dietro c’è tanta fatica, tanto impegno per riuscire ad essere chi voglio essere, a diventare la persona che voglio diventare. A volte mi sento insicuro. Forse un giorno con una operazione al cuore salverò qualcuno. Non tutto, forse niente, è stato facile. Vengo da una famiglia complicata, per cui spesso non ho potuto contare su altri che me stesso”.
Silvio viene da una famiglia di estrazione piccolo borghese, unico figlio con la passione per lo studio. “Il maggiore – dice in riferimento al fratello – a 16 anni ha lasciato la scuola. Io che ne avevo 14 ho iniziato invece a seguire nei compiti i ragazzini delle medie, come volontario, e da allora lo faccio tutte le settimane. È buffo perché chiedono tutti di lavorare con me”.
Il racconto degli insegnanti
L’impegno scolastico per Silvio ha un valore profondo, che va ben oltre la semplice acquisizione di nozioni e competenze. “Studere – spiega un insegnante del ragazzo – in latino significa non solo dedicarsi allo studio, applicarsi, occuparsi di, ma anche aspirare a, cercare, desiderare. Pare il ritratto di Silvio. In ogni occasione è stato punto di riferimento per i suoi compagni che ha aiutato, sostenuto, incoraggiato in molti modi diversi. Sempre misurato, mai borioso. Ha dato a me molto di più di quanto possa aver fatto io nei suoi confronti, e qui c’è un po’ di rammarico perché non sempre il nostro sistema scolastico non sempre riesce a valorizzare adeguatamente studenti così”. E aggiunge: “Non si tratta di voti, si tratta di stima personale e di qualità umane che si formano nell’adolescenza e restano per tutta la vita”.
Ph Credits. LaPresse
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