Reclutamento docenti, Tassellla: “La procedura selettiva non può essere il concorso ordinario”

Io concordo che per il reclutamento dei docenti ci debba essere bisogno di una rigorosa procedura selettiva. Che non può non essere il concorso ordinario per titoli ed esami anche a fini abilitanti con graduatorie biennali e possibilmente nazionali. Le attuali sono regionali, come per i DS. Si prende servizio dove i posti ci sono.
Nel 2019 si prevedono due concorsi ordinari i cui bandi sarebbero imminenti, stando alle dichiarazioni del Ministro Bussetti. Non sono più possibili a mio avviso i concorsi riservati. Come si ostinano a chiedere alcuni insegnanti non abilitati. E con servizio e dai sindacati. Cui ci avevano ormai abituati per anni una classe politico- sindacale. Che sul reclutamento nella scuola aveva esercitato clientele proprio per il proliferare di graduatorie di tutti i tipi. E per la contrapposizione di interessi tra precari. Che hanno in seguito fatto la fortuna di politici, sindacalisti ed infine di avvocati.
Passiamo invece al reclutamento per la dirigenza scolastica. L’altro giorno sono stati pubblicati gli esiti della prova scritta del concorso in vi di espletamento. Suscitando entusiasmi tra gli ammessi. E sconforto tra i bocciati. Con la solita sequela di dietrologia ed annunci di ricorsi.
Al posto della dirigenza invece io proporrei il rettorato scolastico, elettivo, elettivo. Nel senso non che il preside lo elegge il Collegio. Come nell’ipotesi della Fgu, sarebbe la Babele. Ma che il Collegio dei docenti lo sceglie su curricula presentati dai docenti rettori provenienti da elenchi regionali. Dove sono graduati per punteggio.
L’accesso agli elenchi regionali è per concorso e a numero chiuso. In base al fabbisogno dei rettori scolastici a livello regionale aumentato del 30% . Con test di ingresso psico-attidudinali.
Gli idonei frequentano poi la scuola superiore della pubblica amministrazione per un anno in regime di parte time e corsi universitari su psicologia, scienze dell’educazione, tecniche relazionali e comunicazione.
Chi non viene scelto dalle scuole resta nell’elenco e continua a fare il docente. Tra di essi sono scelte con precedenze le figure di sistema all’interno della scuola o reti di scuole.
Il rapporto di lavoro e la retribuzione è determinato dal CCNL degli insegnanti. Gli attuali dirigenti scolastici in un progetto di revisione dell’autonomia andrebbero in un ruolo ad esaurimento fino alla pensione. Con mobilità intercompartimentale ovvero presso gli uffici scolastici regionali. A scelta possono o ritornare nella docenza o con procedura semplificata. Previa prova preselettiva, entrare negli elenchi regionali dei rettori scolastici.
La permanenza del rettore in una scuola non potrà essere più lunga di 6 anni 3+ 3. E dovrà essere monitorata ogni anno da visita ispettiva. Non potrà essere scelto dal Collegio un docente della medesima scuola. O che vi abbia insegnato nei precedenti 5 anni.
Il rettorato scolastico forte di una preparazione legislativa, amministrativa, contabile, pedagogica e relazionale mette al centro della governance della comunità educate il Collegio dei docenti e le scelte collegiale.
Libero Tassella

