Erasmus+ in Giappone, gli studenti dell’Istituto Agrario di Fabro raccontano 35 giorni di formazione e crescita
L'esperienza internazionale ha coinvolto le studentesse e gli studenti dell'Istituto Agrario di Fabro tra scuole giapponesi, innovazione agricola, cultura e scambio interculturale. Un progetto Erasmus+ che rafforza competenze professionali, linguistiche e personali.
FABRO – Si è conclusa l’esperienza Erasmus+ in Giappone delle studentesse e degli studenti dell’Istituto Agrario di Fabro, protagonisti di un percorso di mobilità internazionale della durata di 35 giorni, reso possibile grazie all’accreditamento Erasmus+ dell’istituto nei settori VET (Vocational Education and Training) e School.
Un progetto che ha rappresentato molto più di un semplice viaggio di studio: un’opportunità concreta di formazione, crescita personale e confronto con un modello scolastico e culturale profondamente diverso da quello italiano.
Formazione agraria e confronto con il sistema scolastico giapponese
Durante il soggiorno in Giappone, gli studenti hanno frequentato le attività didattiche della Hatsukaichi Nishi High School, della Komazawa High School e della Maniwa High School, vivendo dall’interno la quotidianità delle scuole giapponesi.
L’esperienza ha permesso loro di conoscere nuove metodologie didattiche e tecniche innovative applicate al settore agrario, confrontandosi direttamente con i coetanei giapponesi in un autentico scambio di competenze e buone pratiche.
Alla Maniwa High School, in particolare, i ragazzi hanno partecipato anche ad attività di coaching e collaborazione con gli studenti locali, condividendo esperienze e approcci legati all’agricoltura e alla sostenibilità.
Lingua, tradizioni e cultura: il Giappone vissuto da protagonisti
Accanto alle attività scolastiche, il programma Erasmus+ ha previsto numerose iniziative dedicate alla conoscenza della cultura giapponese.
Le studentesse e gli studenti hanno seguito un corso introduttivo di lingua giapponese, apprendendo le basi della comunicazione e della scrittura, sia tradizionale sia moderna.
Non sono mancati momenti di immersione nelle tradizioni del Paese, dalla partecipazione alla cerimonia del tè alle visite nei templi e nei luoghi di culto, vivendo da vicino usanze e stili di vita spesso conosciuti soltanto attraverso i libri.
Kyoto e Hiroshima, tra bellezza e memoria
Il viaggio ha interessato anche alcune delle città più rappresentative del Giappone.
A Kyoto gli studenti hanno scoperto uno dei principali centri culturali del Paese, mentre la visita a Hiroshima ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intero percorso.
Camminare nei luoghi simbolo della memoria della Seconda guerra mondiale ha offerto un’importante occasione di riflessione sul valore della pace, della cooperazione internazionale e del dialogo tra i popoli, temi che costituiscono uno dei pilastri del programma Erasmus+.
Le testimonianze degli studenti
A raccontare il valore dell’esperienza sono soprattutto le parole dei protagonisti.
Lorenzo definisce il soggiorno in Giappone «molto bello e interessante», sottolineando come abbia avuto l’opportunità di conoscere nuove tecniche di agricoltura e di creare sincere amicizie con tanti studenti giapponesi. Le giornate trascorse tra lezioni, attività scolastiche, momenti di svago e condivisione resteranno, racconta, tra i ricordi più preziosi della sua esperienza.
Anche Erika conserva un ricordo particolarmente intenso dei 35 giorni trascorsi all’estero. Per lei il contatto con persone appartenenti a culture e religioni diverse ha rappresentato una preziosa occasione di crescita personale, permettendole di guardare il mondo con maggiore apertura. Un’esperienza che, sottolinea, porterà sempre con sé e per la quale ringrazia la scuola per averle offerto un’opportunità tanto importante.
Erasmus+, un investimento sulla formazione dei giovani
L’esperienza conferma il valore della mobilità internazionale come elemento fondamentale nella formazione delle nuove generazioni.
Progetti come Erasmus+ non contribuiscono soltanto allo sviluppo delle competenze linguistiche e professionali, ma aiutano i giovani ad affrontare contesti nuovi, ad adattarsi a culture differenti e a costruire relazioni internazionali destinate spesso a proseguire anche dopo il rientro.
Per un istituto agrario, il confronto con realtà scolastiche straniere rappresenta inoltre un’importante occasione di aggiornamento sulle innovazioni del settore agricolo e sulle pratiche sostenibili adottate in altri Paesi.
Il ringraziamento a docenti e partner del progetto
La realizzazione del progetto è stata possibile grazie alla collaborazione tra scuola, docenti e partner istituzionali.
L’Istituto Agrario di Fabro rivolge un sentito ringraziamento alla dirigente scolastica Cinzia Meatta, che continua a sostenere con convinzione i percorsi di internazionalizzazione dell’istituto, alle docenti Maria Cristina Canestri, Paola Chiapino e Anna Zollo, che hanno preparato e accompagnato gli studenti durante tutte le fasi della mobilità.
Un ringraziamento è rivolto inoltre ai docenti delle scuole giapponesi ospitanti per l’accoglienza riservata agli studenti italiani, al professor Takeshi Tojo, docente e collaboratore linguistico madrelingua di giapponese dell’Università per Stranieri di Perugia, e all’Agenzia Egina, il cui supporto è stato determinante per la riuscita del progetto.
Il rientro in Italia segna la conclusione di un percorso che lascia in eredità molto più di semplici ricordi: nuove competenze, amicizie internazionali, maggiore consapevolezza e la certezza che il dialogo tra culture rappresenti uno degli strumenti più efficaci per costruire il futuro.




