TFA Sostegno 2025-2026, l’Università Campus Bio-Medico di Roma debutta con l’XI ciclo: 331 posti disponibili
Pubblicato il decreto ministeriale: candidature aperte fino al 10 luglio 2026. L'Ateneo punta su un modello innovativo che integra pedagogia, neuroscienze e competenze medico-sanitarie per formare i futuri docenti di sostegno.

ROMA – L’Università Campus Bio-Medico di Roma entra ufficialmente nel sistema nazionale della formazione degli insegnanti attivando, per l’anno accademico 2025-2026, i percorsi di specializzazione per il sostegno didattico (TFA Sostegno XI ciclo). La novità arriva con la pubblicazione del decreto ministeriale che assegna all’Ateneo 331 posti complessivi, segnando l’ingresso dell’università romana tra le sedi autorizzate alla formazione dei futuri docenti specializzati sul sostegno.
L’avvio dei percorsi rappresenta un importante ampliamento dell’offerta formativa nazionale in un momento in cui il sistema scolastico continua a registrare una forte richiesta di insegnanti specializzati per l’inclusione degli alunni con bisogni educativi speciali.
TFA Sostegno XI ciclo: 331 posti assegnati al Campus Bio-Medico
Secondo quanto previsto dal decreto ministeriale, i posti autorizzati sono così distribuiti:
- 250 posti per la specializzazione sul sostegno nella scuola primaria;
- 81 posti per la specializzazione sul sostegno nella scuola secondaria di secondo grado.
Le candidature sono già aperte e potranno essere presentate entro le ore 12 del 10 luglio 2026, secondo le modalità pubblicate dall’Ateneo sul portale dedicato.
Un modello formativo che unisce pedagogia e neuroscienze
L’Università Campus Bio-Medico propone un percorso caratterizzato da un’impostazione multidisciplinare che mette insieme competenze pedagogiche, neuroscienze, psicologia dello sviluppo e conoscenze medico-sanitarie.
L’obiettivo è quello di preparare docenti di sostegno in grado di affrontare la crescente complessità dei bisogni educativi presenti nelle scuole italiane, attraverso una formazione che affianchi alla preparazione didattica una maggiore comprensione dei processi cognitivi, relazionali e comportamentali degli studenti.
Secondo il progetto formativo dell’Ateneo, la conoscenza dei meccanismi che regolano apprendimento, attenzione, motivazione e sviluppo permette di progettare interventi educativi maggiormente personalizzati e inclusivi.
Paola Binetti: “Le neuroscienze aiutano a comprendere come ogni alunno apprende”
«Oggi ogni processo di apprendimento può essere reso più efficace grazie alle conoscenze che le neuroscienze offrono sul funzionamento della persona», afferma Paola Binetti, docente di Storia della Medicina e Scienze Umane presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma.
«L’insegnante di sostegno non può limitarsi ad applicare metodologie didattiche standardizzate, ma deve comprendere come ciascun alunno apprende, quali siano le sue risorse, le sue fragilità e le condizioni che possono favorirne lo sviluppo. Le neuroscienze offrono strumenti preziosi per tradurre questa conoscenza in interventi educativi sempre più personalizzati».
Il contributo della Facoltà di Medicina alla formazione dei docenti
Uno degli elementi distintivi del percorso è il coinvolgimento della Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirurgia.
Le competenze sviluppate nei settori delle neuroscienze, della pediatria, della neuropsichiatria infantile e della psicologia vengono integrate nella preparazione dei futuri insegnanti di sostegno, con l’obiettivo di fornire strumenti utili per interpretare la complessità dei bisogni educativi senza trasferire nella scuola competenze di natura clinica.
L’approccio mira piuttosto a rafforzare la capacità degli insegnanti di leggere le difficoltà degli studenti, comprenderne le cause e costruire strategie educative calibrate sulle caratteristiche di ciascun alunno.
La persona al centro della formazione
Il progetto si ispira alla visione che da sempre caratterizza l’Università Campus Bio-Medico di Roma: mettere al centro “tutta la persona e ogni persona”.
Una prospettiva che considera ogni individuo nella sua dimensione biologica, psicologica, relazionale, sociale e spirituale.
A richiamare questa impostazione è anche il pensiero dello psichiatra e neurologo Viktor Frankl, secondo cui osservare soltanto le manifestazioni esteriori di una persona può condurre a interpretazioni parziali della realtà. Nella scuola, infatti, difficoltà di apprendimento o comportamenti simili possono avere origini profondamente differenti e richiedere interventi educativi personalizzati.
Una risposta alla crescente domanda di insegnanti specializzati
L’attivazione del TFA Sostegno arriva in una fase in cui la scuola italiana è chiamata a fronteggiare bisogni educativi sempre più articolati, dalle difficoltà di apprendimento alle fragilità emotive e relazionali, fino alle problematiche legate alla salute mentale in età evolutiva.
In questo contesto il docente di sostegno assume un ruolo strategico non solo nell’accompagnamento del singolo studente, ma anche nella costruzione di ambienti di apprendimento realmente inclusivi e capaci di valorizzare le potenzialità di ogni alunno.
Un’esperienza già consolidata nell’accompagnamento degli studenti
L’Ateneo sottolinea come il nuovo percorso possa contare sull’esperienza maturata attraverso iniziative già attive, come il Progetto Tutorato, dedicato all’orientamento e al supporto personalizzato degli studenti universitari, e il Progetto PROBEN, rivolto alla promozione del benessere psicologico.
Esperienze che, secondo l’Università Campus Bio-Medico di Roma, rappresentano la base culturale e metodologica del nuovo percorso di specializzazione, con l’obiettivo di formare insegnanti capaci di comprendere, accompagnare e valorizzare ogni studente nel proprio percorso di crescita.




