Vaccino AstraZeneca, docente di Caserta ottiene riconoscimento per danno oculare
Cellole-Roma, 7 aprile 2026 – La Commissione Medica del Dipartimento Militare di Medicina Legale di Roma ha riconosciuto ufficialmente il nesso di causalità tra il vaccino anti-SARS-CoV-2 AstraZeneca e un grave danno oculare permanente a carico di un docente residente a Caserta.
Il riconoscimento della Commissione
La Commissione ha accertato all’unanimità che la trombosi della vena centrale della retina all’occhio sinistro (OS), insorta il giorno successivo alla seconda dose di AstraZeneca, è direttamente collegata alla vaccinazione.
L’esito clinico è un ipovisus grave e permanente, con visus residuo pari a 1/10 non migliorabile con lenti, accompagnato da atrofia ottica e severa depressione del campo visivo.
La diagnosi medico-legale formulata è:
«Esiti di trombosi della vena centrale retinica OS con visus residuo 1/10 non migliorabile con lenti».
La menomazione permanente dell’integrità psicofisica è stata ascritta alla Settima Categoria della Tabella A allegata al D.P.R. 30 dicembre 1981, n. 834.
Diritto ai benefici previsti dalla Legge 210/92
A seguito dell’accertamento, la Commissione ha riconosciuto il diritto del docente a ottenere i benefici previsti dall’art. 1, comma 6, della Legge 210/92, come richiesto dall’Azienda Sanitaria Locale di Caserta.
Il docente aveva presentato domanda nel marzo 2023, allegando documentazione clinica completa – tra cui esami oculistici, OCT, fluoroangiografia e PEV – che attestava l’insorgenza della patologia subito dopo la vaccinazione, in assenza di altri fattori di rischio.
La dichiarazione del docente
«Dopo anni di battaglie e visite mediche, finalmente la verità è stata riconosciuta: il danno che mi ha compromesso per sempre la vista all’occhio sinistro è conseguenza diretta del vaccino AstraZeneca. Ringrazio la Commissione per aver valutato con rigore scientifico la mia documentazione. Spero che questo verbale sia di aiuto anche ad altri che, come me, hanno visto la propria vita cambiata per sempre dopo la vaccinazione».
Il commento legale
L’avvocato Antimo Buonamano, che ha curato l’intero procedimento, ha dichiarato:
«Questo riconoscimento da parte della Commissione del Dipartimento Militare di Medicina Legale rappresenta un risultato di fondamentale importanza. Abbiamo dimostrato, con una documentazione clinica completa e inequivocabile, il nesso di causalità tra la somministrazione del vaccino AstraZeneca e la trombosi della vena centrale retinica, in totale assenza di fattori di rischio preesistenti.
La pronuncia unanime della Commissione conferma quanto già emerso in letteratura scientifica internazionale sui vaccini adenovirali e sui meccanismi di VITT. Ora procederemo speditamente per ottenere l’indennizzo e i benefici previsti dalla Legge 210/92, tutelando pienamente i diritti del mio assistito e di tutti coloro che hanno subito analoghi eventi avversi».
Il contesto scientifico
Il caso, seguito dallo Studio Legale BFI degli avvocati Buonamano-Fusco-Izzo di Cellole, si inserisce nel quadro già segnalato in letteratura internazionale sui vaccini adenovirali.
In particolare, viene richiamata la VITT (Vaccine Induced Thrombotic Thrombocytopenia), evento avverso raro ma grave, riconosciuto anche da EMA e AIFA.




