FederIstruzione denuncia la disparità nei punteggi delle GPS 2026/2028: Il MIM sotto accusa per le incongruenze
L’apertura delle istanze per l’aggiornamento delle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) per il biennio 2026/2028 ha scatenato una serie di polemiche, in particolare riguardo alla valutazione delle certificazioni informatiche. Una recente analisi tecnica ha evidenziato una disparità di trattamento tra i docenti già inseriti nelle graduatorie e i nuovi aspiranti, sollevando dubbi sulle modalità applicative dell’Ordinanza Ministeriale n. 27/2026 e le FAQ ad essa associate.
Il quadro normativo delle GPS e la valutazione dei titoli informatici
Secondo quanto stabilito dall’Ordinanza Ministeriale n. 27/2026, le certificazioni informatiche possono contribuire con un punteggio massimo di 4 punti (Tab. A/1 punto B.24, Tab. A/7 punto B.17). Tuttavia, la modalità di attribuzione del punteggio sembra creare disparità tra docenti storici e nuovi inserimenti, con quest’ultimi penalizzati da una serie di limiti che non trovano giustificazione nelle norme primarie.
Le disparità nei punteggi tra vecchi e nuovi inserimenti
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Vantaggi per i docenti storici
I docenti già inseriti nelle GPS hanno la possibilità di mantenere i punteggi dei titoli pregressi (0,5 punti per ciascun titolo fino a un massimo di 2 punti). Inoltre, possono aggiungere nuove certificazioni conformi al framework europeo DigCompEdu (2 punti), arrivando così al tetto massimo di 4 punti. -
Limitazioni per i nuovi inserimenti
Gli aspiranti che si iscrivono per la prima volta alle GPS possono far valere solamente certificazioni conformi ai framework DigComp 2.2 e DigCompEdu, rilasciate da enti accreditati ACCREDIA. Tuttavia, una FAQ (n. 82) pubblicata dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) stabilisce che un solo titolo per ciascun framework è valutabile, una restrizione che, di fatto, esclude i nuovi iscritti dal raggiungimento del punteggio massimo.
Il paradosso: i nuovi iscritti penalizzati
Il problema principale risiede nel fatto che, se la FAQ 82 venisse applicata alla lettera, i nuovi aspiranti, pur avendo certificazioni aggiornate e accreditate, non potrebbero mai raggiungere il punteggio massimo di 4 punti. Ad esempio, un candidato che presenta certificazioni moderne e ufficialmente riconosciute otterrebbe 2 punti per il DigCompEdu e 1 punto per il DigComp 2.2, fermandosi così a 3 punti, mentre un docente che conserva titoli precedenti e meno aggiornati potrebbe facilmente arrivare al massimo punteggio.
L’incongruenza con il testo dell’Ordinanza Ministeriale
Questa limitazione contrasta direttamente con il testo delle Tabelle Titoli allegate all’ordinanza, che stabiliscono chiaramente che per ciascun titolo presentato è possibile ottenere 1 o 2 punti. Le FAQ, essendo una norma secondaria, sembrano ristretto un diritto previsto dalla normativa primaria, violando così il principio di parità di trattamento tra i candidati e creando un inequilibrio tra i docenti.
FederIstruzione denuncia il MIM: “Confusione e disparità”
La vicenda ha suscitato forti reazioni da parte delle associazioni sindacali e delle organizzazioni di categoria. In particolare, il Segretario Generale di FederIstruzione, Antonio Scarpellino, ha lanciato un duro attacco al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), accusandolo di generare una confusione “inaccettabile” con l’introduzione delle FAQ 82.
Secondo FederIstruzione, l’operato del MIM sta creando disparità tra i docenti storici e i nuovi iscritti, penalizzando i secondi, nonostante questi ultimi presentino certificazioni aggiornate e più in linea con le esigenze moderne. “Il MIM non può ignorare il fatto che la par condicio tra i candidati è stata messa seriamente in discussione”, ha dichiarato il Segretario Generale. “Inoltre, è vergognoso che i sindacati confederali non abbiano sollevato il problema al tavolo ministeriale, accettando passivamente decisioni che danneggiano migliaia di insegnanti.”
FederIstruzione ha inoltre criticato la decisione del solito sindacato “ricorsificio” che ha lanciato l’ennesimo ricorso, definendo l’azione come una speculazione legale, quando invece sarebbe necessario un intervento immediato da parte del Ministero per correggere le ingiustizie legate al sistema delle GPS.
La speculazione sui ricorsi
Non sorprende che, come in altre occasioni, il solito non ignoto sindacato abbia deciso di promuovere un ricorso contro il sistema delle certificazioni in GPS. Tuttavia, FederIstruzione ha sottolineato che la questione non dovrebbe essere risolta tramite la speculazione legale, ma piuttosto con un intervento formale da parte del MIM, che deve agire tempestivamente per correggere le discriminazioni create dal sistema.
Il Segretario Generale di FederIstruzione ha ribadito che il ricorso, seppur legittimo, non risolve alla radice il problema delle disparità strutturali introdotte dal Ministero, e ha chiesto un’azione più incisiva da parte di tutte le sigle sindacali, affinché vengano modificati i criteri di valutazione e garantita maggiore equità tra i docenti.
La richiesta di un intervento ministeriale urgente
Alla luce della crescente confusione e delle incertezze che riguardano le GPS 2026/2028, FederIstruzione ha richiesto un chiarimento formale da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). In particolare, l’organizzazione chiede l’introduzione di un correttivo che permetta ai nuovi iscritti di raggiungere il punteggio massimo di 4 punti, rivedendo la limitazione sui titoli e consentendo la valutazione di più certificazioni DigComp 2.2 rilasciate da enti diversi.
Il MIM deve agire ora
Questa vicenda ha messo in luce le incongruenze del sistema di aggiornamento delle GPS e le discriminazioni nei confronti di chi entra nel sistema per la prima volta. La confusione creata dalle FAQ del MIM ha generato un clima di incertezza e disagio tra i docenti, mettendo in discussione il principio di parità di trattamento. È ora che il Ministero intervenga con urgenza per sanare queste ingiustizie e garantire a tutti i docenti le stesse opportunità, indipendentemente dal loro stato di inserimento nelle graduatorie.
Il rischio di perpetuare un sistema che discrimina i nuovi iscritti è troppo alto, e l’operato del MIM merita una revisione profonda e immediata, per evitare che le GPS 2026/2028 diventino l’ennesima occasione di ineguaglianza nel settore dell’istruzione.



