Polemica social su Vincenzo Schettini: scontro sull’“istruzione a pagamento”
Si accende il dibattito online dopo alcune dichiarazioni del professore e divulgatore Vincenzo Schettini rilasciate durante una puntata del podcast Basement. Le sue parole, interpretate da molti come una riflessione sull’“istruzione a pagamento”, hanno generato reazioni contrastanti su X, tra critiche severe e prese di posizione a sua difesa.
Il post di Luisella Costamagna e le critiche
A rilanciare la questione è stata la giornalista Luisella Costamagna, che su X ha espresso perplessità sull’intervento del docente. Nel suo commento ha ricordato come la scuola pubblica italiana sia un diritto garantito dalla Costituzione, sottolineando che l’accesso all’istruzione non dovrebbe trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permetterselo.
Il messaggio ha rapidamente raccolto numerose reazioni. Alcuni utenti hanno criticato duramente Schettini, accusandolo di confondere divulgazione e insegnamento e di proporre una visione della cultura come “prodotto” da vendere. C’è chi ha parlato di fenomeni mediatici elevati a “maestri del pensiero” e chi ha messo in discussione il valore didattico delle lezioni online rispetto all’insegnamento tradizionale in aula.
Altri commentatori hanno osservato che, sebbene la scuola statale sia gratuita per principio, l’istruzione comporta comunque costi indiretti per le famiglie: libri di testo, materiali scolastici e, in alcuni casi, lezioni private di supporto. È stato inoltre ricordato che esistono scuole private a pagamento e che il sistema pubblico è finanziato attraverso la fiscalità generale.
Le voci a sostegno del docente
Non sono mancate, tuttavia, posizioni più equilibrate o apertamente favorevoli al professore. Alcuni utenti hanno definito le sue parole uno “scivolone comunicativo”, pur riconoscendone le qualità di insegnante e divulgatore.
Altri hanno interpretato il suo intervento come un messaggio rassicurante per i docenti preoccupati dall’impatto delle nuove tecnologie sulla professione. Secondo questa lettura, Schettini non avrebbe messo in discussione il ruolo dello Stato nel finanziare la scuola, ma avrebbe evidenziato come l’insegnamento sia sempre stato un’attività che comporta costi, sia per le famiglie sia per la collettività.
La replica di Vincenzo Schettini
Di fronte alle polemiche, è intervenuto lo stesso Vincenzo Schettini con un messaggio pubblicato su X, rivolgendosi direttamente a Costamagna. Il docente ha espresso rammarico per quella che ritiene un’interpretazione parziale delle sue parole, sostenendo che il passaggio diffuso sui social non rappresenterebbe integralmente il senso del suo intervento nel podcast.
Schettini ha precisato che, pur essendo la scuola pubblica “gratuita e aperta a tutti”, questo non significa che il percorso scolastico non comporti spese. Ha citato, a titolo di esempio, l’acquisto dei libri di testo e dei materiali didattici, oltre al ricorso a lezioni private — in presenza o online — quando si desidera un supporto aggiuntivo per gli studenti.
Secondo il professore, il punto centrale del suo discorso riguardava invece le opportunità offerte dal digitale: la possibilità, per insegnanti motivati e competenti, di creare contenuti online di sostegno allo studio, disponibili sia gratuitamente sia a pagamento. Una pratica già diffusa a livello internazionale e che, come ha ricordato, lui stesso ha sperimentato in prima persona per l’apprendimento della lingua inglese.
Un dibattito più ampio su scuola e digitale
La vicenda riporta al centro una questione più ampia: il rapporto tra scuola pubblica, mercato della formazione e nuove tecnologie. L’espansione delle piattaforme digitali ha moltiplicato l’offerta di corsi, lezioni e contenuti educativi, aprendo nuove opportunità professionali per i docenti ma anche interrogativi sull’equità dell’accesso alla cultura.
Il confronto nato sui social dimostra quanto il tema dell’istruzione resti sensibile nel dibattito pubblico italiano. Tra diritto costituzionale allo studio e trasformazioni del mondo digitale, la discussione sembra destinata a proseguire anche oltre la singola polemica.




