Dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna, Castaldini (FI): «Nessuno scempio, il commissario ha applicato una riforma che la Regione ha rinviato per anni»
La consigliera regionale di Forza Italia difende il piano sulle autonomie scolastiche: “Tutela delle aree interne, nessun impatto su studenti e qualità dell’offerta formativa”
Bologna – Il dibattito sul dimensionamento scolastico in Emilia-Romagna torna al centro del confronto politico dopo la pubblicazione del documento dell’Ufficio Scolastico Regionale che ridefinisce il numero delle autonomie scolastiche a seguito del commissariamento. Sul tema interviene la consigliera regionale di Forza Italia, Valentina Castaldini, che respinge con decisione le critiche mosse al provvedimento.
«Tanto rumore per nulla – afferma Castaldini –. Il dimensionamento deciso dal commissario non rappresenta uno scempio né un attacco alla scuola emiliano-romagnola. Si tratta piuttosto dell’applicazione di criteri di buonsenso e di una riforma che la Regione avrebbe dovuto attuare da tempo, senza alimentare strumentalizzazioni politiche».
Il documento dell’Ufficio scolastico regionale
Le dichiarazioni arrivano all’indomani della diffusione ufficiale del piano che interviene sull’assetto delle autonomie scolastiche, un tema che negli ultimi anni ha generato forti tensioni tra Regione e Governo. Secondo la consigliera azzurra, il lavoro svolto dal commissario dimostra come fosse possibile intervenire senza compromettere l’equilibrio del sistema scolastico.
«Il commissario ha operato con ragionevolezza – sottolinea Castaldini – tutelando le aree montane e interne, salvaguardando il modello degli istituti comprensivi, garantendo la presenza dei CPIA in ogni provincia e limitando gli interventi sulle scuole superiori ai soli casi residuali».
Scelte che, a suo giudizio, ricalcano esattamente ciò che la Regione Emilia-Romagna avrebbe potuto fare autonomamente, «se non avesse scelto la strada dello scontro ideologico con il Governo, rinviando ogni decisione».
Una riforma prevista dal PNRR
Nel merito, Castaldini richiama il quadro normativo nazionale, ricordando che il dimensionamento scolastico è parte di una riforma prevista dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), avviata già nel 2022 e valida per tutte le Regioni.
«È importante chiarire – evidenzia – che questa riforma non riguarda studenti, classi o la qualità dell’offerta formativa. Parliamo esclusivamente del numero delle autonomie scolastiche e dei dirigenti scolastici».
Secondo la consigliera di Forza Italia, la riduzione prevista è inferiore all’1%, un dato che rende infondate le preoccupazioni su presunti effetti negativi per il sistema scolastico regionale.
«Si tratta di una riduzione ampiamente compensata dai pensionamenti – aggiunge – senza alcun licenziamento, senza declassamenti e senza ricadute sull’organizzazione didattica».
Le critiche alla narrazione sulle “classi pollaio”
Castaldini contesta anche la narrazione che negli ultimi anni ha accompagnato il dibattito sul dimensionamento, in particolare il riferimento al rischio di un aumento delle cosiddette “classi pollaio”.
«Raccontare per anni questo spettro è stato falso e strumentale – afferma –. Il dimensionamento non incide sul numero degli studenti per classe, ma su aspetti amministrativi e dirigenziali. Alimentare allarmismi ha solo contribuito a confondere famiglie e personale scolastico».
«Il commissariamento conseguenza di una scelta politica»
Nel passaggio conclusivo, la consigliera regionale attribuisce alla Giunta emiliano-romagnola la responsabilità del commissariamento.
«La verità – conclude Castaldini – è che la Regione Emilia-Romagna ha scelto consapevolmente di non rispettare una legge dello Stato e una sentenza della Corte costituzionale, rinviando le decisioni per alimentare la polemica politica».
Una scelta che, secondo l’esponente di Forza Italia, ha portato a una conseguenza inevitabile: «Il commissariamento è stato il risultato di questa irresponsabilità. Oggi, tolta la propaganda, emergono scelte tecniche equilibrate. La politica avrebbe dovuto assumersi prima questa responsabilità, invece di scaricarla su altri».



