Competenze non cognitive e trasversali a scuola: al via la sperimentazione nazionale dal 2025 al 2028

Con il Decreto ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026 il MIM avvia un progetto triennale rivolto a scuole di ogni ordine e grado e ai CPIA
Redazione OggiScuola
Le competenze non cognitive e trasversali entrano ufficialmente nella progettazione didattica delle scuole italiane. Con il Decreto Ministeriale n. 6 del 15 gennaio 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha dato il via a una sperimentazione nazionale che si svilupperà nel triennio 2025/2026 – 2027/2028, coinvolgendo istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado.
L’iniziativa si inserisce nel solco tracciato dalla legge n. 22 del 19 febbraio 2025 e richiama le disposizioni sull’autonomia scolastica previste dall’articolo 11 del D.P.R. 275/1999, con l’obiettivo di innovare i percorsi educativi e rafforzare il ruolo formativo della scuola.
Gli obiettivi della sperimentazione
Il progetto nasce con una finalità chiara: contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, promuovendo al tempo stesso un modello di istruzione più inclusivo e attento allo sviluppo globale della persona.
L’introduzione strutturata delle competenze non cognitive e trasversali mira a valorizzare potenzialità, inclinazioni personali e motivazioni degli studenti, affiancando alle conoscenze disciplinari abilità fondamentali per il successo formativo e per la crescita individuale.
Cosa prevede il decreto
Il decreto individua alcuni snodi operativi centrali della sperimentazione. In particolare, prevede:
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il riconoscimento delle competenze non cognitive e trasversali che incidono maggiormente sul percorso scolastico e personale degli studenti;
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la raccolta e la sistematizzazione di metodologie didattiche e strumenti utili a sviluppare, osservare e valutare tali competenze;
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la progettazione di percorsi formativi innovativi, che includano attività di orientamento e collaborazioni con soggetti esterni, come enti del Terzo settore e organizzazioni di volontariato;
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la verifica dell’impatto di questi percorsi sul successo formativo e sulla partecipazione degli studenti.
Le scuole coinvolte: chi può partecipare
La sperimentazione è aperta a:
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scuole dell’infanzia, del primo e del secondo ciclo, statali e paritarie, che possono partecipare singolarmente o in rete;
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Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA).
Le istituzioni interessate dovranno presentare la propria candidatura in risposta a uno specifico Avviso nazionale emanato dal Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e formazione. È prevista anche la possibilità di coinvolgere partner esterni, tra cui università, enti accreditati e istituzioni con comprovata esperienza nel settore.
I requisiti delle proposte progettuali
Per accedere alla selezione, le candidature dovranno rispettare precisi requisiti formali, tra cui:
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la delibera del collegio dei docenti;
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l’eventuale accordo di rete, nel caso di partecipazione associata;
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la piena conformità alle indicazioni contenute nell’Avviso pubblico.
Ogni proposta progettuale dovrà inoltre dettagliare:
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obiettivi, attività previste e risultati attesi;
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numero e caratteristiche degli studenti coinvolti;
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tipologia di competenze da sviluppare, con particolare attenzione all’accessibilità per studenti con disabilità o bisogni educativi speciali;
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metodologie didattiche adottate;
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modalità di integrazione nel curricolo;
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strumenti di rilevazione, valutazione e monitoraggio degli esiti.
Le scuole potranno anche fornire informazioni sul proprio contesto territoriale e su eventuali esperienze pregresse già maturate nell’ambito delle competenze trasversali.
Il ruolo del CSPI e le integrazioni al decreto
Il provvedimento è stato preceduto dal parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI), espresso nel dicembre 2025. Il CSPI ha suggerito alcune integrazioni, successivamente recepite dal Ministero, tra cui:
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il riferimento all’Ordinanza ministeriale n. 3 del 2025;
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il richiamo al D.P.R. 249/1998, aggiornato nel 2025;
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una maggiore chiarezza sui criteri di valutazione delle proposte progettuali.
Un passo verso una scuola più inclusiva
La sperimentazione sulle competenze non cognitive e trasversali rappresenta un passo significativo verso una scuola capace di guardare oltre il rendimento disciplinare, valorizzando dimensioni come la motivazione, la collaborazione, l’autonomia e la consapevolezza di sé.
Nel triennio 2025–2028, le scuole coinvolte saranno chiamate a sperimentare nuovi modelli educativi, contribuendo a costruire una didattica più attenta alle persone e meno centrata esclusivamente sulle prestazioni.



