
Quando è la preside a fare lezione. La scuola ai tempi del Covid. Come riportato dal Corriere del Veneto, ecco la testimonianza della Ds Alessandra Mura, classe 1974, dirigente dell’istituto comprensivo ‘Elena Lucrezia Corner’ di Fossò e Vigonovo. Che la settimana scorsa, in piena emergenza Covid, ha dovuto indossare i panni dei prof.
La preside al posto del prof: il fatto
Quando è entrata in classe e ha fatto l’appello gli alunni l’hanno guardata increduli. “Avevo trovato dei sostituti per tutti i docenti malati ben prima che la scuola riaprisse i battenti – spiega la preside – ma a poche ore dal rientro dalle vacanze in molti hanno chiamato per dare forfait. Un contatto improvviso con un positivo o la quarantena per Covid li hanno costretti a casa. Ci siamo trovati con moltissime assenze tutte all’ultimo minuto e tutte molto complesse da gestire. Si tratta di supplenze brevi, in molti non le accettano, qualcuno mi ha detto di sì il 5 gennaio e il 7 ci ha ripensato. Tant’è che alla fine il 0 gennaio in una sola scuola media mancavano sette docenti”.
L’emergenza prof
“Sono laureata in Lettere ma ho sostituito qualsiasi collega. E non sono l’unica, tutti i docenti presenti si sono dati davvero molto da fare per coprire le ore degli assenti. Abbiamo lavorato – spiega ancora la Ds – la mattina in classe e altrettante ore al pomeriggio per gestire le emergenze. Da qualche giorno fortunatamente la supplente di inglese è stata trovata, due professori sono rientrati e ora le cattedre da coprire sono solo quattro. Non sappiamo più come fare. Le graduatorie di Lettere e Matematica alle medie sono esaurite, anche le MAD, ovvero le messe a disposizione consegnate direttamente a scuola. L’organico Covid aiuta ma è molto ridotto, nel nostro caso ad esempio abbiamo un solo docente”.
La richiesta
“Di sicuro i nuovi protocolli decisi durante le vacanze di Natale hanno complicato le cose, rendendo tutto più difficile da gestire. Chiediamo solo che le procedure vengano snellite e nel frattempo speriamo che questo sia il picco massimo dei contagi, altrimenti sarà necessario pensare a soluzioni diverse per le scuole. Così non possiamo continuare”.
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