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Violenza nella scuola, FederIstruzione alza la voce: “Colpire chi educa significa colpire lo Stato”

Scarpellino: “La scuola deve tornare a essere un luogo sicuro, rispettato e protetto”

Il 15 dicembre segna una data di forte valore simbolico e civile per il mondo dell’istruzione. In tutta Italia si celebra la Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti del personale scolastico, istituita nel 2024 per richiamare l’attenzione su un fenomeno purtroppo in crescita e per ribadire il ruolo centrale della scuola come presidio di legalità, democrazia e coesione sociale.

In occasione della ricorrenza è intervenuto Antonio Scarpellino, Segretario Generale di FederIstruzione, con un messaggio chiaro e netto: la scuola deve essere, sempre e senza eccezioni, un luogo sicuro.

«La scuola deve essere un luogo protetto, rispettato, tutelato. Chi aggredisce un insegnante, un dirigente o un collaboratore scolastico non colpisce solo una persona, ma il cuore stesso dello Stato e della democrazia», ha dichiarato Scarpellino.

Un fenomeno che non può più essere ignorato

Negli ultimi anni, le cronache hanno registrato un aumento degli episodi di aggressioni verbali e fisiche ai danni del personale scolastico, spesso consumate all’interno degli edifici o durante l’orario di servizio. Situazioni che minano l’autorevolezza della scuola e mettono a rischio la serenità di chi ogni giorno svolge una funzione educativa fondamentale.

La Giornata nazionale non nasce come semplice commemorazione, ma come assunzione di responsabilità collettiva. Un segnale istituzionale forte che riconosce la gravità del problema e la necessità di contrastarlo con strumenti concreti e duraturi.

Le nuove misure a tutela della scuola

Scarpellino ha richiamato i passi avanti compiuti sul piano normativo negli ultimi mesi, misure che FederIstruzione accoglie con favore ma che, secondo il sindacato, devono essere accompagnate da un profondo cambiamento culturale.

Tra i provvedimenti introdotti:

  • inasprimento delle pene per chi aggredisce o minaccia il personale scolastico;

  • sanzioni economiche a tutela dell’immagine delle istituzioni scolastiche;

  • arresto in flagranza per atti di violenza;

  • istituzione di un Osservatorio nazionale per monitorare il fenomeno.

«Sono strumenti importanti – ha sottolineato il Segretario Generale – ma non bastano se non si restituisce piena dignità e autorevolezza a chi lavora nella scuola».

“La scuola non può essere lasciata sola”

Nel suo intervento, Scarpellino ha ribadito un concetto chiave: la scuola non deve affrontare da sola questa battaglia. Servono il sostegno delle istituzioni, delle famiglie e dell’intera società civile.

«Chi educa i nostri figli merita rispetto, tutela e riconoscimento. Senza insegnanti, dirigenti e personale scolastico non c’è futuro», ha affermato.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda l’impegno concreto di FederIstruzione nel supporto ai lavoratori vittime di violenza.

Il supporto legale di FederIstruzione

FederIstruzione ha confermato che il proprio staff legale è sempre operativo per garantire assistenza civile e penale ai colleghi che subiscono aggressioni, minacce o intimidazioni.

«Non lasceremo mai soli i lavoratori della scuola. Saremo presenti in ogni sede per tutelarne i diritti», ha assicurato Scarpellino.

Un impegno che va oltre una giornata

La Giornata del 15 dicembre non rappresenta un punto di arrivo, ma un impegno rinnovato. Un richiamo forte alla necessità di costruire una cultura del rispetto, in cui la scuola torni a essere riconosciuta come luogo di educazione, crescita e sicurezza.

FederIstruzione, ha concluso Scarpellino, continuerà a essere in prima linea nella difesa di chi educa, perché proteggere la scuola significa proteggere il futuro del Paese.

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