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Concorso scuola PNRR3, cresce la bufera. Tra telefoni, confronti e punteggi altissimi: chi sta davvero selezionando chi?

Continuano ad arrivare, giorno dopo giorno, nuove segnalazioni riguardo a quanto sarebbe accaduto durante le prove scritte del concorso scuola PNRR3. A raccontarlo sono candidati presenti nelle aule, che descrivono episodi gravi e difficili persino da immaginare in un contesto concorsuale pubblico: cellulari accesi, mani che digitano sotto i banchi, scambi di informazioni in piena prova, piccoli gruppi che sembravano collaborare invece di affrontare un esame individuale.

Si tratta di testimonianze, certo, non di verbali ufficiali. Eppure le segnalazioni sono numerose, dettagliate e sorprendentemente simili, tanto da delineare un quadro che merita attenzione.

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, informato del crescente malcontento, ha parlato di una possibile “inchiesta interna”. Tuttavia, chi conosce la dinamica di questi concorsi sa bene che, in assenza di interventi tempestivi, individuare responsabilità puntuali diventa quasi impossibile. È proprio questo a generare sfiducia tra i candidati.

Tra incredulità e amarezza: “Se è successo davvero, come si può parlare di selezione dei migliori?”

Mentre cresce il polverone mediatico, molti osservatori vedono la vicenda come un ulteriore schiaffo agli idonei del PNRR1 e del concorso 2020, che negli anni si sono sentiti ripetere dal Governo la necessità di una selezione durissima e meritocratica. Le parole pronunciate allora — “bisogna scegliere i migliori”, “solo chi supera le forche caudine sarà docente” — oggi sembrano lontane anni luce da ciò che viene descritto nelle segnalazioni.

E così nasce un interrogativo inevitabile: come è possibile che chi avrebbe usato il telefono o collaborato durante una prova individuale possa presentarsi all’orale con punteggi altissimi, anche oltre i 90 o addirittura 100 punti?
Dov’erano i commissari? Chi controllava?
Domande che, al momento, restano senza risposta.

Diverse testimonianze indicano inoltre che quanto avvenuto non sarebbe un episodio isolato, né circoscritto a una sola sede. Un quadro che, se confermato, metterebbe in discussione la stessa credibilità del concorso.

Il silenzio della politica e dei sindacati

Dal mondo politico, per ora, regna il silenzio.
La Presidente del Consiglio non ha risposto alle richieste di intervento inviate da più parti.
Le opposizioni preferiscono concentrarsi su altri temi, come la battaglia sull’educazione all’affettività.
I sindacati — che pure dovrebbero tutelare i lavoratori della scuola e la correttezza delle procedure — non hanno ancora preso una posizione ufficiale.

Nemmeno Maurizio Landini, impegnato nell’organizzazione dello sciopero generale del 12 dicembre, ha finora affrontato il tema.

Un concorso che rischia di perdere credibilità

Mentre il Paese discute di tutt’altro, nelle aule informatiche del concorso PNRR3 — stando alle segnalazioni — si sarebbe svolto un film molto diverso da quello raccontato dal “Governo del Merito”:
un film fatto di irregolarità, rassegnazione, sfiducia e grande amarezza.

E così il mondo della scuola reale — quello composto da migliaia di persone che studiano, si preparano e rispettano le regole — resta ad osservare la situazione con una sola domanda in testa:

Chi sta davvero selezionando chi?

Francesca Gabriele – giornalista e docente

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