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Scuola, Manzi (PD): “Il ddl Valditara è un passo indietro. Limita l’educazione sessuo-affettiva e mina l’autonomia scolastica”

Roma, 3 dicembre 2025 – Continua il dibattito politico sul ddl Valditara sul consenso informato, approvato alla Camera tra le polemiche dell’opposizione e del mondo scolastico. A intervenire con una posizione netta è l’on. Irene Manzi, deputata del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Cultura, che definisce il provvedimento “oscurantista e ideologico”, annunciando il voto contrario del gruppo parlamentare dem.

Secondo Manzi, la nuova legge rischia di diventare un ostacolo concreto ai percorsi di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, privando studenti e famiglie di strumenti fondamentali per la crescita consapevole e per la prevenzione dei rischi.

Manzi: “La legge impedirà l’educazione sessuo-affettiva richiesta da studenti e famiglie”

Nel suo intervento alla Camera, la deputata democratica ha denunciato con forza gli effetti che il ddl potrebbe generare all’interno delle istituzioni scolastiche.

“Con l’approvazione di questa legge andrete a limitare, se non a impedire, l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole. Ignorate, come sempre, ciò che chiedono studenti e famiglie. Servirebbe parlare, educare e prevenire. Azioni fondamentali che il ministro Valditara continua a disattendere.”

Per Manzi, il governo avrebbe scelto una direzione opposta rispetto alle reali necessità della scuola italiana, che oggi affronta una vera e propria emergenza educativa legata a fragilità emotive, relazionali e fenomeni sempre più diffusi di violenza giovanile.

“Serve educazione affettiva stabile, non burocrazia che crea paura e diffidenza”

La deputata dem sottolinea che, invece di introdurre norme restrittive, sarebbe necessario costruire un sistema formativo strutturato e continuo:

“Di fronte all’emergenza educativa servirebbero percorsi stabili di educazione sessuo-affettiva. Ma l’esecutivo si chiude nel bunker dell’oscurantismo, riducendo l’autonomia scolastica e burocratizzando relazioni che dovrebbero basarsi su serenità e fiducia.”

Secondo Manzi, la norma aumenterebbe gli ostacoli burocratici tra scuole e famiglie, irrigidendo un rapporto che dovrebbe invece rimanere flessibile, dialogico e orientato al benessere degli studenti.

“Il governo sfiducia i docenti e indebolisce la comunità educante”

Uno dei punti più critici evidenziati dalla capogruppo PD riguarda il ruolo degli insegnanti. Con il ddl Valditara, sostiene Manzi, si rafforzerebbe una narrazione che delegittima la figura del docente e frammenta il ruolo della scuola come comunità educante.

“L’educazione è un processo collettivo che coinvolge insegnanti, studenti, famiglie e istituzioni. Con questo provvedimento, come con tutti quelli adottati finora dal ministro Valditara, si va contro questo processo, sfiduciando l’autorevolezza dei docenti e creando divisioni anziché costruire comunità educanti.”

La deputata denuncia una strategia complessiva che, a suo avviso, mira più a generare conflitti che a rafforzare il sistema scolastico.

Un provvedimento destinato a far discutere

Il ddl sul consenso informato si inserisce infatti in un contesto di forti tensioni tra sindacati, associazioni studentesche, famiglie e mondo politico. Molti osservatori temono che la legge possa:

  • ridurre ulteriormente l’autonomia progettuale delle scuole,

  • scoraggiare l’introduzione di percorsi di prevenzione sulla salute affettiva e sessuale,

  • creare confusione amministrativa,

  • lasciare scoperti territori dove queste attività educative sono già carenti.

La parola ora passa al Senato, dove il testo proseguirà il suo iter tra nuove audizioni e possibili modifiche.

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