Scuola: Suor Monia Alfieri chiede coerenza al governo sulla famiglia nella legge di bilancio
Roma, 9 dicembre – Suor Anna Monia Alfieri, una delle tre donne inizialmente chiamate come garanti del progetto ‘Educazione alle relazioni’ del Ministero dell’Istruzione contro la violenza sulle donne, ha espresso le sue opinioni a LaPresse.
“Come l’ho presa? Per come sono io, da liberale. Il ministro Valditara mi ha chiesto la disponibilità per questo gruppo di lavoro e io l’ho data, perché ritengo che la violenza sulle donne sia un problema educativo. È un problema che i ragazzi non riescano a misurarsi con il fallimento, a misurarsi con una donna che – grazie al cielo – è più libera, emancipata e competitiva”, ha detto suor Alfieri.
Ha accettato l’incarico perché pensava potesse essere utile per garantire dei progetti che sarebbero poi stati in carico ai docenti e al ministero. “Non c’entrava niente il gender. E personalmente ritenevo che fosse utile misurarsi con persone di provenienza diverse”, ha aggiunto.
Suor Monia ha spiegato di aver “collaborato con governi di destra e sinistra per consentire alla famiglia di poter agire in modo libero”. Ora, si aspetta coerenza dal governo. “Sembrerebbe che la maggioranza rimproveri che la famiglia non fosse abbastanza al centro, ora mi aspetto coerenza – aggiunge -. In legge di bilancio si metta veramente la famiglia e le sue scelte educative al centro”.
“In Europa la famiglia sceglie tra scuola statale e paritaria”, osserva, chiedendo “nella legge di bilancio dal governo un segnale chiaro”, con uno stanziamento pari al “70% del costo medio studente, 500 milioni l’anno per aiutare le famiglie a esercitare le sue scelte educative”, consentendo di scegliere tra scuola statale e paritaria.
“Il governo è stato votato anche per questo motivo. La maggioranza ha rialzato la testa sulla famiglia, mi aspetto un gesto di coerenza”, conclude suor Monia Alfieri.


