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Militari a scuola? Un flop

I dati di Figliuolo

Medici militari nelle scuole per potenziare lo screening? Un flop annunciato. Nei giorni scorsi ilfattoquotidiano.it aveva difatti scoperto che sei Regioni avevano chiesto l’intervento di medici e infermieri militari per rafforzare il tracciamento nelle aule. E che quasi mai la struttura commissariale è riuscita ad andare incontro alle esigenze dei governatori.

La risposta di Figliuolo

Snocciola dati il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza pandemica. Così in un’intervista rilasciata a Il Messaggero: “Abbiamo pianificato e gestito interventi presso trecento istituti scolastici effettuando oltre dodicimila tamponi”. I conti sono presto fatti: le istituzioni scolastiche in Italia sono ottomila (40.581 plessi) e gli studenti quasi otto milioni. Pertanto il Commissario avrebbe raggiunto il 3,75% delle strutture scolastiche e lo 0,15% degli studenti. Il dispiegamento delle forze di Figliuolo appare quindi minimo.

Le Regioni e l’intervento dei militari

Ad oggi solo sei Regioni (Liguria, Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Sicilia) hanno chiesto l’intervento di Figliuolo che quasi mai è riuscito ad andare incontro alle esigenze dei governatori. In Emilia Romagna hanno risposto alla sollecitazione del Commissario richiedendo 120 operatori ma ne sono stati inviati otto alla pari del piccolo Molise. In Piemonte solo quattro mentre in Veneto la giunta Zaia ne ha conquistati diciotto. Pochi, comunque, per fronteggiare lo stress che stanno subendo le Asl. Al momento i numeri non sono quindi confortanti. A gennaio le scuole riprenderanno a pieno ritmo. Qualcosa cambierà? Ai posteri l’ardua sentenza.

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