
Maltrattamenti, schiaffi e tirate di capelli. Poi urla e minacce di farli finire in carcere o di pubblicare sui social le foto di quelli che erano stati “cattivi”. E non solo purtroppo: anche il ricorso ad alunni o alunne che le erano affidati, istigati a picchiare i compagni che a suo dire avevano comportamenti sbagliati. Il festival dell’orrore sta emergendo dal processo a una insegnante di una scuola materna della provincia di Perugia in corso davanti al tribunale di Perugia.
Il processo
L’insegnante è processata con il rito immediato e i genitori di alcuni dei suoi alunni si sono costituiti parte civile con gli avvocati Michele Titoli e Andrea Castori. Le indagini vennero avviate dai carabinieri in seguito alla denuncia di padri e madri dei piccoli insospettiti per avere notato cambiamenti nell’atteggiamento dei figli a casa. Gli investigatori eseguirono quindi delle intercettazioni ambientali piazzando tra l’altro delle micro telecamere per riprendere quanto accadeva in aula. In seguito all’attività dei carabinieri, l’autorità giudiziaria sospese e allontanò dalla classe l’insegnante.
Le torture della maestra di Perugia
Il festival dell’orrore di Perugia non finisce qui. Dagli accertamenti è tra l’altro emerso che la donna utilizzava i tappi per le orecchie mentre era con i bambini o si estraniava con il cellulare, li teneva al buio, abbassando le tapparella. Poi colpiva alcuni di loro con schiaffi o erano oggetto di tirate di capelli. Dall’indagine è poi emerso che la maestra aveva anche “ordinato” a uno degli alunni di picchiare un compagno. Si attendono sviluppi.
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