
Green pass obbligatorio a scuola: è fumata bianca da parte del Governo dopo una lunga seduta del Consiglio dei Ministri. L’incontro, iniziato alle 17.25 è durato circa 3 ore. Sarà obbligatorio per docenti e Ata. Resta da definire il quadro delle sanzioni per chi non ha il Green Pass. Esclusione di obbligo di green pass per tutti gli studenti minorenni. Obbligo anche per docenti e studenti universitari, alla ripresa dell’anno accademico. Una discussione sarebbe in corso sugli studenti delle superiori che abbiano più di 16 anni. Il green pass dovrebbe entrare in vigore dal 1° settembre anche per i mezzi di trasporto a lunga percorrenza.
Il Green pass
Niente stipendio per i docenti senza green pass dopo 5 giorni di assenza: “Il mancato rispetto delle disposizioni è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”. Intanto Regioni ed Enti locali hanno dato parere favorevole, in Conferenza Unificata, al Piano scuola del Ministro Patrizio Bianchi.
I contenuti del provvedimento del Governo
Il Green Pass sarà dal 1 settembre obbligatorio su navi e traghetti interregionali ad esclusione dello Stretto di Messina, sui treni di tipo Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, sugli autobus che collegano più di due Regioni. Obbligo di certificazione verde anche per gli autobus adibiti a servizio di noleggio con conducente, ad eccezione di quelli aggiuntivi al servizio pubblico locale e regionale. L’attraversamento dello stretto di Messina non necessiterà di certificazione verde. L’obbligo non applica per i soggetti esclusi per età dalla campagna vaccinale e per i soggetti esentati dal vaccino con certificazione medica. Nell’anno 2021-22 per “assicurare il valore della scuola come comunità e tutelare la sfera sociale e psico-affettiva” degli studenti, tutte le lezioni si svolgono in presenza. Il testo, di 10 articoli, parte dalla scuola e stabilisce l’obbligo di mascherina (tranne sotto i 6 anni). Regioni e Comuni potranno chiudere istituti e fare lezioni in Dad solo come “deroga” per “specifiche aree del territorio o singoli istituti”, “esclusivamente in zona rossa o arancione” o per casi “eccezionali” di focolai o rischio “particolarmente elevato”.
I sindacati
Sul tema intervengono anche i sindacati di categoria Flc Cgil, Cisl Scuola, Snals e Anief, in una lettera ai ministri. Affermando che è “precisa responsabilità politica del governo valutare se introdurre o meno l’obbligo di vaccinazione del personale scolastico, qualora la ritenga misura assolutamente necessaria per garantire la ripresa delle attività didattiche in sicurezza e in presenza”. E aggiungono: “Siamo comunque dell’avviso che l’introduzione dell’obbligo vaccinale non sarebbe sufficiente per assicurare la ripresa delle attività didattiche in presenza e in sicurezza”.
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