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Scrutini il 1°giugno: dietrofront di Draghi?

Così meno giorni di lezione e zero recuperi finali

Scrutini il 1° giugno. Già archiviata l’idea di Draghi della scuola fino a luglio? Non è ben chiaro cosa abbia spinto il ministero dell’Istruzione a dare facoltà alle scuole di anticipare gli scrutini prima della fine delle lezioni. Quale la motivazione? Una decisione che, leggendo l’O.M. n. 159 del 17 maggio scorso, sarebbe scaturita “a causa del perdurare della pandemia”.  Sono in molti però ad avere dei dubbi.

Meno giorni per Campania, Calabria e Sardegna

Uno dei più grossi dubbi parte dal fatto che l’anticipo degli scrutini andrà a privare diversi alunni di una decina di giorni di scuola. In Calabria, Campania e Sardegna infatti, l’ultimo giorno di scuola è fissato al 12 giugno; in provincia di Bolzano addirittura il prossimo 16 giugno. Così, al posto di aumentare i giorni di scuola come proposto da Toccafondi, il numero andrebbe addirittura a diminuire.

Bianchi

Dunque un dietrofront non solo di Draghi, ma anche del ministro Bianchi a quanto sembra. Questo significa, quindi, che non solo le settimane di recupero non si praticheranno, ma addirittura si toglieranno alcuni giorni di scuola. Mentre solo pochi studenti daranno probabilmente l’ok alla Scuola d’Estate. Senza contare che con i pochi allievi che parteciperanno non ci saranno dei docenti. Anche il sondaggio della Tecnica della Scuola sostiene che l’80% dei docenti, studenti e genitori non parteciperà. Dalla decisione di anticipare gli scrutini nasce dunque un nuovo spunto di discussione.

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