Neuropsichiatri: la scuola in presenza non deve essere una corsa per completare i programmi
Per la SINPIA del Lazio è necessario piuttosto soffermarsi sul benessere mentale dei ragazzi

Come noto, molti studenti italiano sono rientrati a scuola in presenza nelle ultime settimane.
Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ritornando alla didattica in presenza, ha voluto dare un messaggio di speranza e di responsabilità.
Lo ha spiegato con un Comunicato che ha preceduto il ritorno in classe:
“Dobbiamo progressivamente tornare alla normalità, a una nuova normalità, e dobbiamo farlo a partire dalla scuola. Nei prossimi giorni lavoreremo con i nostri Uffici territoriali, gli Enti locali, le scuole, i tavoli prefettizi. Saremo come sempre al fianco della comunità scolastica.”
Quello che però non va sottovalutato in questo delicato momento è lo stato di benessere mentale dei ragazzi.
La SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e Adolescenza) del Lazio in vista della totale riapertura delle scuole ha fatto un appello specifico.
Lo riporta Ansa Lazio: è importante che “quest’anno si adotti in ambito scolastico il principio prioritario della tutela della salute mentale anche in sede di scelta degli obiettivi di apprendimento e di valutazione didattica, senza corse sui programmi per evitare un eccessivo stress fra i ragazzi già fortemente penalizzati da questi mesi.”
Il ritorno a scuola non deve dunque essere una corsa al completamento dei programmi perché ciò “determinerebbe un aumento del carico di lavoro e di preoccupazioni nei giovani.”
Importa dare rilievo al loro stato, ai loro bisogni e alle loro necessità sempre considerando il momento che stanno vivendo.


