L’impatto della DDI sugli studenti e nuove proposte: il parere dell’Autorità Garante per infanzia e adolescenza
Garlatti: "Servono un nuovo sistema di valutazione, più competenze trasversali, verso l'umanesimo scientifico"

È trascorso un anno da quando la scuola ha dovuto reinventarsi e adattarsi all’emergenza sanitaria dovuta alla diffusione del Covid-19.
A tirare le somme di questo primo anno, e in particolare degli effetti che la Didattica Digitale Integrata ha avuto sugli studenti, è Carla Garlatti, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza.
Garlatti ha messo nero su bianco l’analisi del contesto, dei problemi e degli effetti della DDI sui processi di apprendimento inoltrando una nota specifica ai presidenti delle commissioni Igiene e sanità e Istruzione pubblica del Senato, Riccardo Nencini e Annamaria Parente.
ANALISI DEL CONTESTO
Nel documento si legge che uno degli aspetti da considerare quando si parla di DDI è quello delle competenze digitali. In ambito scolastico, l’Italia è al 25esimo posto nell’Unione Europea per livello di digitalizzazione, con gravi squilibri tra Nord e Sud.
I docenti che non sono nativi digitali hanno trovato maggiori difficoltà nell’approcciarsi alla didattica a distanza e alla DDI.
Dal punto di vista dell’accesso e dell’uso di internet, la pandemia ha messo in evidenza anche un grave gap per le famiglie socio-economicamente svantaggiate.
A risentire maggiormente di questi problemi sono stati gli studenti con disabilità. I dati dimostrano che questi ultimi mostrano più difficoltà nel seguire le lezioni a distanza per motivi diversi: gravità della patologia, scarsa collaborazione dei famigliari, disagio socio-economico.
Ovviamente, oltre ai deficit di accesso a internet e di inclusività, una preoccupazione diffusa riguarda il contesto emotivo e relazionale di bambini e ragazzi.
La pandemia ha intensificato sentimenti di incertezza, impotenza e fallimento nei più giovani. La perdita del contatto con l’altro ha impattato negativamente sul benessere dei ragazzi, inducendoli a sviluppare anche perdita di sonno, aumento di tic o cambiamenti d’umore. Il processo di crescita dell’autostima e della personalità è dunque rimasto “Ingabbiato” a causa di uno schermo che divide l’alunno dai suoi coetanei e dai docenti.
LE PROPOSTE DELL’AUTORITA’ GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA
Prima di concludere la nota, l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ha voluto indicare alcune proposte utili da adottare per salvaguardare il benessere degli studenti e della scuola tutta.
Tra queste, quella di un nuovo sistema di valutazione, diverso dal voto e sintetizzabile in un giudizio sull’impegno e sui meriti degli studenti. “A suggerircelo è la Consulta delle ragazze e dei ragazzi dell’Autorità garante –scrive Carla Garlatti – Nella scuola a distanza bisognerebbe valutare l’impegno dell’alunno profuso in questo particolare periodo, accompagnandolo con un commento. Il voto, hanno detto i ragazzi, li demotiva”.
Per Garlatti, è giunto quindi il momento di puntare sulle competenze trasversali, sull’ascolto e sullo sviluppo dello spirito critico degli studenti.
Un altro aspetto da non sottovalutare deve essere l’adozione dei patti educativi di comunità e la creazione di un piano strategico per dare competenze digitali a docenti e studenti.
E’ fondamentale anche superare la separazione tra sapere scientifico e sapere umanistico, abbracciando l’idea di un umanesimo scientifico.
In questo contesto, Garlatti sottolinea la necessità di rafforzare le competenze nelle materie scientifiche, tecnologiche e matematiche (STEM).
In sintesi, il pensiero di Carla Garlatti può essere riassuneto come segue: “Bisogna avere il coraggio di cambiare passo se vogliamo assicurare il diritto all’educazione, alla socialità e al benessere.”



