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Jim Carrey, una vera peste a scuola. Dislessia, pochi soldi e madre malata

Jim iniziò la sua "carriera" a otto anni, lo specchio era il suo miglior alleato.

L’eclettico Jim Carrey, famosissimo attore Hollywoodiano non ha avuto una vita facile. Nasce in Canada nel lontano 1962 in una famiglia non benestante. Il padre è un sassofonista, ma per sostenere la famiglia fa il contabile, un lavoro che perde quando Jim ha 12 anni. A causa dei problemi mentali della madre viene preso in giro dai suoi compagni di scuola. Ma Jim ha un potenziale, la comicità l’ha ereditata dal padre.

A scuola, la Agincourt Collegiate Institute di Toronto, era considerato una vera peste, non stava fermo un attimo. Invece di prestare attenzione alle lezioni, allenava i muscoli facciali per inventarsi la faccia più divertente, con la conseguenza di attirare l’attenzione di tutta la classe. Le maestre, per cercare di tenere calmo il giovane Jim dovettero trovare un compromesso con lui. ‘Se fosse stato tranquillo a fine lezione gli avrebbero concesso qualche minuto per esibirsi’, una richiesta accettata da Carrey di buon grado. D’altronde lui questo voleva, un pubblico per i suoi mille volti ed ogni volta il successo era assicurato.

I problemi finanziari della famiglia lo portano a cambiare continuamente città:

“Per un periodo abbiamo vissuto in un furgone Volkswagen – ricorda l’attore – vivevamo in campeggio o nel giardino di mia sorella, in mezzo alle campagne. Certo, faceva freddo, ma stranamente eravamo molto più felici”.
Un quadro veramente difficile considerando anche che Jim soffriva di dislessia. Nonostante ciò Carrey non perse mai la speranza e per tirare su il morale della famiglia, si esibiva nelle imitazioni delle celebrità del momento.
“Mio padre era un clown incredibile, un essere umano fantastico.

Dopo avergli parlato per pochi minuti ti sembrava di conoscerlo già da 50 anni. Avrebbe fatto qualsiasi cosa per gli altri. Era amorevole, divertente. Osservavo le sue esibizioni, era straordinario. Riusciva a catturare l’attenzione delle persone che venivano a casa a trovarci. Andavano via morti dalle risate. E’ lui che mi ha trasmesso tutto questo talento, l’abilità di andare in scena”.

Jim iniziò a otto anni, lo specchio era il suo alleato. Purtroppo le difficoltà economiche non accennavano a finire e Jim fu ‘costretto’ ad andare a lavorare: aiutare la famiglia diventò la sua priorità. Iniziò a lavorare dopo la scuola in una fabbrica con turni di 8 ore. La sua media dei voti si abbassava sempre di più e alla fine, a 16 anni, decise di lasciare la scuola. Cambiò di nuovo città all’età di 17 anni, ma questa volta la California gli regalò l’incontro con l’affermato comico Rodney Dangerfield, in arte Jack Roy, il quale lo ingaggiò per aprire i suoi spettacoli e da quel momento diventò il volto che tutti conoscono.

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