
Un bufera si è abbattuta ieri mattina sul mondo della scuola e della pubblica istruzione calabrese. Dieci persone arrestate dai carabinieri e altre 13 indagate a piede libero questa mattina.
L’operazione – scrive Il Reggino – è scattata alle prime luci dell’alba nelle province di Vibo Valentia, Cosenza, Catanzaro, Reggio Calabria e Napoli dove militari del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Vibo Valentia, con l’ausilio di personale dei reparti arma territorialmente competenti e il supporto aereo fornito dall’8° Nucleo Elicotteri Carabinieri.
NOMI IMPORTANTI
Circolano nomi importanti, perché riguardano personaggi che ricoprono o hanno ricoperto incarichi di primissimo piano nel mondo dell’istruzione calabrese.
L’ordinanza di misura cautelare è stata emessa dal gip di Vibo Valentia nei confronti di 10 soggetti (8 in carcere, 2 agli arresti domiciliari).
Sono ritenuti responsabili in concorso, a vario titolo, di associazione a delinquere, corruzione, falso in atti destinati all’A.G., falso in atto pubblico, abuso d’ufficio e auto-riciclaggio.
Nel corso dell’attività di esecuzione delle misure cautelari, poste sotto sequestro con decreto d’urgenza 19 società, operanti nel settore dell’Istruzione: valore stimato in 7 milioni di euro.
IN CARCERE UN NOTO DIRIGENTE
Fra le persone finite in carcere l’ex dirigente dell’Ufficio scolastico di Reggio Calabria, P.M.. E’ accusato di essere uno dei promotori dell’associazione per delinquere insieme al figlio Christian.
Fra gli indagati a piede libero, invece, vi è l’attuale dirigente generale dell’Ufficio scolastico regionale, RMC, che non risponde, però, di associazione per delinquere.




