Scuola, insegnante replica a Fuccillo: “Basta generalizzare sulla Dad, non è stato tempo perso”
Una docente della Sardegna risponde con una lettera a un articolo di Calciomercato.com

Non si placano le polemiche sulla scuola e sull’allungamento del calendario scolastico proposta da Draghi, ma che al momento non sembra una priorità del neo ministro dell’istruzione Bianchi. Un articolo di Mino Fuccillo ha provocato la reazione di una docente di un Liceo Scientifico del Sud Sardegna, Barbara Pitzalis, ha scelto Calciomercato.com per replicare:
SCUOLA; NON SI PUO’ GENERALIZZARE SULLA DAD
“L’ipotesi di una rimodulazione del calendario scolastico per il recupero degli apprendimenti ha sollevato innumerevoli polemiche. Chi ha lavorato anche a distanza e sta continuando a lavorare con serietà e profitto non merita tutto questo. Quando si parla di recupero di giorni persi – si legge – si generalizza troppo: ce n’è effettivamente bisogno? In quali regioni e in quali scuole? Ad esempio in Sardegna, dove insegno, gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado hanno sempre frequentato in presenza dall’inizio dell’anno scolastico.
E, se si è resa necessaria una chiusura, è stata temporanea e si sono comunque continuate a svolgere le lezioni a distanza. Invece nelle scuole secondarie di secondo grado, in cui insegno, si è iniziato in presenza per poi passare alla DDI (Didattica Digitale Integrata). Che integra momenti di insegnamento a distanza (svolti su piattaforme digitali) ad attività svolte in presenza.
A nessuno degli alunni in condizioni di difficoltà (alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e altri bisogni educativi speciali o con difficoltà di connessione) è stata però mai negata la frequenza in presenza.
Chi ritiene che l’insegnamento a distanza sia tempo perso da recuperare sbaglia di grosso. Certamente in presenza si lavora meglio e con più efficacia, ma ormai anche a distanza si sono fatti passi da giganti, vista l’esperienza del precedente anno scolastico: noi insegnanti abbiamo rimodulato la didattica in modo da poter essere fruita anche su una piattaforma digitale”
E infine: “sarebbe inutile prolungare l’anno scolastico fino a fine giugno: chi ha studiato è stanco e ha bisogno delle meritate vacanze estive; chi non ha studiato sarebbe meglio che frequentasse i corsi di recupero. Il lavoro di noi insegnanti – si legge tra le altre cose .- non deve essere sminuito . Quindi il prolungamento dell’anno scolastico non andrebbe di certo a intaccare le ferie. Che ci spettano di diritto, il problema sorgerebbe nel momento in cui si decidesse di attuarlo senza tener conto della specificità delle singole situazioni.



