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Varianti Covid, aumentano i contagi e le scuole chiuse in tutta Italia

Tante Regioni ritornano alla didattica a distanza: preoccupa la mutazione del virus

Un aumento dei casi Covid in tutta Italia. Le varianti stanno incominciando a preoccupare gli studiosi ma anche le Regioni che stanno lamentando anche le scarse dosi dei vaccini.  La maggior parte dei focolai collegati alle mutazioni del virus, in particolare a quella inglese, sono stati registrati nelle scuole.

VARIANTI COVID, A SCUOLA SI TORNA ALLA DAD

E il numero di comuni e Province – si legge su Fan Page – che stanno decidendo di tornare alla didattica a distanza sta crescendo ora dopo ora per evitare che la trasmissione dell’infezione diventi incontrollabile. Numerose classi sono finite in quarantena, per altre è stato predisposto lo screening, insieme anche al personale docente e non docente, per scoprire la presenza di ulteriori casi. ”

Stando a ciò che dicono gli esperti inglesi – ha detto Massimo Galli, primario dell’ospedale Sacco di Milano -, i primi riscontri confermano che la variante inglese si trasmette più velocemente tra i più giovani. Varie evidenze vanno in questa direzione. Se confermato, questo è un problema per diversi motivi. Ricordiamoci che per i ragazzi e i bambini non abbiamo ancora un vaccino sperimentato. Inoltre, i giovanissimi di solito si infettano meno degli adulti, perché hanno una minore espressione di ricettori”.

LE REGIONI E I FOCOLAI

Dopo Umbria, Abruzzo e Toscana, anche alcune amministrazioni locali di Lombardia e Lazio hanno stabilito la chiusura degli istituti per una quindicina di giorni. Ecco, allora, di seguito, tutte le regioni interessate da questo provvedimento.

Tra gli ultimi casi di cui si è avuta notizia c’è quello del Comune di Bollate, in provincia di Milano. Tre contagi di variante inglese  individuati, invece,  nel focolaio  di varianti covid emerso nelle scuole. Per un totale di 59 positivi tra bambini, familiari e personale scolastico. Ad Arcene, invece, in provincia di Bergamo, il sindaco Roberto Ravanelli ha annunciato la chiusura “a tempo indeterminato” delle medie e delle due classi quinte delle elementari ospitate nello stesso plesso per un “focolaio di Coronavirus, probabilmente legato a una variante del virus. Le lezioni proseguiranno con la didattica a distanza”.

Casi di varianti Covid, presumibilmente inglese, sono stati individuati anche nel Lazio ed in particolare a Roma, al Villaggio Prenestino. Il ceppo mutato del Covid-19, è stato riscontato in 3 campioni in analizzati tra gli alunni e il personale dell’istituto che comprende scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado, con più di mille bambini, dopo l’allarme scattato la settimana scorsa con il primo riscontro in un alunno, sopposto a screening perché aveva la febbre. Tuttavia, la Regione ha rassicurato i cittadini: “La scuola è stata chiusa immediatamente e la diffusione del virus è stata circoscritta”, sono le parole dei dirigenti della Salute regionale rilanciate da Il Messaggero.

UMBRIA IN GINOCCHIO

L’Umbria è la regione che più di tutte è messa a dura prova. Con un aumento sensibile dei casi soprattutto nei bambini nella fascia d’età fino ai 10 anni. Già cinquanta comuni della provincia di Perugia ed altri sei della provincia di Terni sono diventati zona rossa lunedì prossimo e le lezioni sono tornate a essere a distanza. Ma non è escluso che oggi, con i dati dell’ultimo monitoraggio settimanale Iss-Ministero della Salute, il provvedimento venga esteso a tutto il territorio regionale.

Nelle Marche casi positivi con variante inglese rilevati tra gli alunni delle scuole di Tolentino, Pollenza e Castelfidardo. In particolare, a Tolentino si sono registrati 2 casi certi e un altro di elevato sospetto che coinvolgono anche un lavoratore presso una pelletteria locale.

Un contagio nella prima media della scuola Vincenzo Monti di Pollenza (Macerata) e altri 3 casi alla scuola Rodari di Castelfidardo (infanzia e primaria), in provincia di Ancona.  Didattica a distanza oltre a tamponi molecolari con drive through e quarantena. Tampone anche il personale docente e dipendente dei medesimi Istituti, e Dad e quarantena per le scuole dell’infanzia e primaria Rodari di Castelfidardo.

Da lunedì – si legge ancora su Fanpage –  scorso tutte le scuole superiori restano chiuse in Abruzzo per tornare alla didattica a distanza, secondo quanto previsto dall’ordinanza del governatore Marsilio valida fino al 21 febbraio. Idem a Pescara..

Scuole chiuse anche in Alto Adige, dove è in vigore la zona rossa fino al prossimo 28 febbraio. Lle scuole sono in Dad. Medie e superiori sono tornate così alla didattica a distanza. Mentre da giovedì 10 febbraio è stato il turno delle scuole elementari. Le varianti Covid iniziano a preoccupare.

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