Università Campania, sospese attività didattica in presenza al Dipartimento studi umanistici di Napoli
Mazzucchi, il direttore: "Atto dovuto dopo occupazione della sede di Porta di Massa e per l'emergenza pandemica"

Università in Campania in difficoltà In particolare la Federico. Sospese tutte le attività didattiche in presenza nel Dipartimento di Studi Umanistici, trasformazione della Facoltà di Lettere e Filosofia: ricevimento studenti, esami, sedute di laurea, lezioni di dottorato e seminari.
Lo ha deciso ieri il direttore, che è il professore Andrea Mazzucchi, il quale ha motivato la scelta con il perdurare della occupazione della sede in via Porta di Massa, dove da undici giorni ragazze e ragazzi dei collettivi organizzano iniziative, dormono e portano avanti l’autogestione. In un articolo del Corriere del Mezzogiorno viene analizzata tutta la vicenda.
«Il protrarsi dell’occupazione dell’intero edificio – sostiene Mazzucchi – non consente lo svolgimento di nessuna attività in presenza. La sospensione è resa ancora più necessaria in questo difficile periodo di emergenza pandemica». Aggiunge: «Per evitare inaccettabili disparità di trattamento tra le studentesse e gli studenti dei diversi corsi di laurea, le attività di didattica in presenza sono sospese in tutti i plessi dipartimentali. Non solo, dunque, a via Porta di Massa, ma anche a Corso Umberto, a via Mezzocannone ed a via Marina».
UNIVERSITA’ CAMPANIA, SEDUTE DI LAUREA DA REMOTO
Le sedute di laurea magistrale per gli studenti che frequentano Studi Umanistici, che si sarebbero dovute svolgere in ateneo l’undici febbraio, si terranno dunque da remoto: i laureandi a casa collegati via computer con la commissione.
La decisione del direttore ha preso in contropiede gli occupanti, i quali l’hanno interpretata come un tentativo di mobilitare contro l’occupazione la popolazione studentesca. Hanno dunque risposto ieri mattina con una irruzione, peraltro senza alcun tipo di tensione o violenza, negli uffici del rettorato dell’ateneo. Avrebbero voluto incontrare Matteo Lorito, il rettore eletto a settembre.
Quest’ultimo ha inviato a discutere con i ragazzi il professore Arturo De Vivo, ex preside a Lettere, prorettore e per un periodo rettore facente funzioni, e Mazzucchi. Il confronto non ha portato a granché. Gli studenti chiedevano l’impegno ad aprire una trattativa su alcuni dei punti sollevati in un documento redatto durante la mobilitazione dei giorni scorsi.
ALBERTO, STUDENTE: VOGLIAMO REVISIONE DEI CRITERI DI METODO
Li sintetizza Alberto, uno degli attivisti: «Vogliamo la revisione dei criteri di merito .Indispensabili ad accedere allo sgravio totale delle tasse ed alle borse di studio. Perché questo è un anno particolare. Nel quale la qualità della didattica, giocoforza, si è abbassata.
Devono adeguarsi anche i criteri di valutazione del merito da parte dell’Università». Allontanatisi nel primo pomeriggio dal rettorato, gli studenti hanno promosso un’assemblea nella sede universitaria di via Porta di Massa, che si è protratta fino a sera.
Per decidere se proseguire con l’occupazione, sfidando il rischio dell’impopolarità presso i loro colleghi danneggiati dalla sospensione della didattica in presenza,. Oppure desistere. «Certo è – sostiene uno dei ragazzi – che il Dipartimento avrebbe potuto svolgere ricevimento,. Esami, lezioni di dottorato e lauree in una qualunque delle altre sedi che ha a disposizione. E’ chiaro il tentativo di metterci in difficoltà facendo ricadere su di noi la colpa della paralisi di ogni attività».




