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Maestra maltratta bimbi in una materna di Bologna, lo sfogo dei genitori: “C’è un clima di omertà”

L'insegnante è stata rimessa in libertà dal gip: una scelta sbagliatissima, ma aspettiamo le indagini

Ha suscitato molto scalpore la notizia della maestra che avrebbe maltrattato gli alunni di una scuola materna a Bologna. I genitori, il mondo scolastico e anche l’assessore alla scuola sono in subbuglio, anche se c’è chi invita ad aspettare la conclusione delle indagini prima di condannare la maestra.
“Siamo sconvolti. La prima cosa che ho pensato è stata: «Tutti gli altri dov’erano?». Per me questa è omertà». È lo sfogo della mamma di uno dei bambini iscritti alla materna Manzini, che definisce «sbagliatissima» la decisione del gip di rimettere in libertà la maestra arrestata martedì scorso per maltrattamenti.  Il Corriere della Sera, edizione Bologna, ha raccolto lo sfogo dei genitori della scuola e analizzato la vicenda.

SOLO SEI BAMBINI ASSENTI ALLA RIPRESA

La gran parte dei bambini di tre anni  della classe – si legge –  prima affidata all’insegnante sospesa erano presenti a scuola 18 su 24, solo qualcuno ha preferito aspettare chiarezza prima di mandare i figli a scuola. Al posto dell’educatrice c’era una sostituta, affiancata da tre pedagogisti del Comune e dalla responsabile educativa della struttura. Il clima era tranquillo, i più sereni proprio i bambini, sempre sorridenti.
Meno i genitori della sezione coinvolta, tutti collegati in serata all’incontro via web con l’assessore alla scuola Susanna Zaccaria, alla quale hanno espresso la rabbia «per averlo saputo dai giornali». E le loro preoccupazioni.
Quello che è emerso, nonostante il quadro di responsabilità ridimensionato dal gip, ha provocato una crisi di fiducia. All’uscita dalla scuola le reazioni sono diverse. «La cosa che mi ha stupito mentre leggevo la notizia — esclama una mamma — è che sia lei a dirsi sconvolta e stia pensando di lasciare l’insegnamento. Mai avremmo potuto pensare che succedesse un’altra volta», ricordando il precedente di dieci anni fa nello stesso istituto con due maestre coinvolte. Questo è confermato anche dalla madre di uno dei piccoli: «Non sono preoccupata, il mio bambino è sereno e con le maestre si trova benissimo. Il giudice avrà avuto le sue ragioni, però se viene accertato che lei è colpevole, spero che non venga riammessa in nessuna scuola».
Lo dice anche un papà: «Ora non sta esercitando la professione, ma magari tra poco tornerà a farlo. Ci affidiamo alla professionalità delle maestre, però quando capitano questi episodi è spiacevole».
I genitori La mamma di un piccolo che fa parte della classe coinvolta manifesta tutta la sua delusione: «Il mio rammarico è che l’abbiamo saputo dai giornali». Tra i genitori, c’è anche chi per il momento preferisce non pronunciarsi: «Finché la vicenda non è chiarita, è meglio non parlare».
Dello stesso avviso è il presidente del Quartiere Navile, Daniele Ara: «Noi staremo vicini alla scuola e aspettiamo l’evoluzione dell’indagine». In serata il confronto voluto dall’amministrazione comunale. «È stato un fatto sconvolgente, una situazione difficile per tutti — ha detto l’assessore Zaccaria —. Era importante parlarsi nel modo più franco possibile. Ci saranno altri incontri, si apre un percorso per ricostruire il clima di fiducia. In attesa che l’indagine faccia il suo corso». In questo percorso è previsto anche un supporto psicologico ai bambini della classe che era seguita dall’insegnante sospesa”.

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