Docente accusata di bullizzare alunno: “E’ un maleducato, smentirò tutto”
Ripreso il processo all'insegnante accusata di aver vessato uno studente della scuola media

Il processo alla docente Giuseppina Castellani accusata di aver vessato uno studente è ripreso ieri con l’audizione di cinque mamme e dell’ex preside dell’istituto onnicomprensivo “Agosti” di Bagnoregio, in provincia di Viterbo Paola Adami. Il processo, dopo le prime testimonianze riprenderà il 28 giugno.
L’imputata è una sessantenne di Castel Giorgio, difesa dall’avvocato Giovanni Labate, all’epoca docente di italiano alla scuola media di Bagnoregio, che a febbraio 2016 è stata denunciata dai genitori di uno studente di terza media, allertati da due catechiste.
Secondo il racconto degli stessi compagni, l’alunno è stato vessato davanti a tuttai la classe, con i compagni costretti a farlo sedere con le mani dietro la schiena su una sedia e invitati a schiaffeggiarlo a turno. L’episodio sarebbe accaduto alla vigilia di Natale del 2015.
Il portale Tuscia web in un articolo molto dettagliato ha riportato alcuni stralci dell’audizione. Le mamme dei compagni, infatti, hanno confermato tutto. Secondo i racconti dei rispettivi figli. La docente di italiano gli avrebbe dato dello “stupido”. Siccome lui si rifiutava, lo avrebbe fatto buttare fuori dalla classe dai tre compagni più robusti. Avrebbe invitato gli altri a a colpirlo con un righello: “così impari”.
Gli avrebbe detto “basso” nell’intento di offenderlo, per via della non elevata statura: “Tu le prenderai sempre, perché sei piccolo”. E inoltre la docente ha aggiunto “non ti interrogo, tanto hai il 6 politico”, Con la disgrafia, infatti, le sue interrogazioni dovevano essere programmate. Gli avrebbe detto “puzzi”, quindi gli avrebbe spruzzato addosso dello spray deodorante, sempre davanti ai compagni.
LA DOCENTE: “SMENTIRO’ TUTTO”
“A me la docente disse che l’alunno in questione era un gran maleducato e che lei avrebbe smontato tutto”. Ha riferito in aula la dirigente Paola Adami, spiegando come, non appena scattato l’allarme, abbia subito convocato un consiglio di classe straordinario. Sono emerse, infatti, sia carenze nel corretto svolgimento del programma, sia il trattamento riservato alla vittima. I compagni, infatti, erano costretti a deriderlo come se fosse un gioco, secondo le indagini della pm Paola Conti, e coinvolti loro malgrado nelle vessazioni.
l difensore della docente, Labate, preannunciando che citerà a testimoniare gli ex alunni dell’imputata, visto che sono diventati nel frattempo maggiorenni, è tornato a sottolineare che la classe e il ragazzino erano difficili da gestire a causa dell’estrema vivacità per cui in diversi avevano preso sulla pagella del primo quadrimestre 6 in condotta.




