“Sei sporca o tutta nera?”, frase razzista nel libro per le elementari. Ennesima bufera sul web

“Sei sporca o tutta nera?”, frase razzista nel libro per le elementari. Ennesima bufera sul web
«Mentre ero al parco si è fermata una bambina accanto a me. Era piccola e tutta nera, aveva delle buffe treccine sulla testa e degli occhi birbanti. “Sei sporca o tutta nera?», le ho chiesto con curiosità». Inizia così il testo del libro “Rossofuoco” di Ardea Editore rivolto ai bambini delle prime tre classi elementari e destinato a far discutere. L’ennesimo controverso racconto definito razzista che finisce nella bufera.
Il racconto che ha fatto il giro del web suscitando migliaia di commenti è estratto da un libro del 1996 (“Caro bruco capellone” di Mondadori, ristampato da Giunti col titolo “Caro librino mio”) riportato nel libro ‘Rossofuoco’ di Ardea Editore, per le prime tre classi di scuola primaria. «La lettura offre esempi e legittima modelli comportamentali – commenta Guido Saraceni, professore dell’università di Tor Vergata – Immaginiamo intere classi di prima elementare in cui alle bambine di colore viene chiesto se sono sporche – magari anche ridacchiando, perché i bambini sono tutto tranne che stupidi – mentre ai maschietti ci si rivolge scandendo bene le parole e parlando all’infinito: “tu volere giocare a pallone?».
Il paragrafo da cui è tratto il dialogo si intitola ‘Una nuova amica’. Viene riportato un incontro tra il bambino bianco e quella di colore. Il bimbo racconta: “Mentre ero al parco e guardavo un insetto nelle terra, si è fermata una bambina accanto a me. Era piccola e tutta nera. Aveva delle buffe treccine sulla testa e degli occhi birbanti”. Il bambino allora chiede: “Sei sporca o sei tutta nera?”. Poi continua a raccontare: “Lei non mi ha risposto, ma ha fatto una capriola, allora ne ha fatta una anch’io, ma sono caduto tutto storto. Poi è venuta vicino a me”. “Sei proprio nera”, dice ancora il bambino. Raccontando come finisce l’incontro: “Lei ha sorriso ed è scappata via”.
Leggi qui altre notizie su OggiScuola




