Cronaca

Il paradosso dei prof fragili: niente lezioni e nemmeno online

Prof fragili per motivi di salute, non certo sul piano didattico. Eppure non possono far lezione, neanche online. Sono tutti quei professori, definiti lavoratori fragili da una certificazione medica, che devono restare fuori dalla classe per motivi di salute e che, per questo, non possono neanche proporsi per insegnare online. Una recente nota ministeriale chiarisce infatti la posizione dei docenti a rischio: non per età ma per la presenza di patologie particolari che, con un’eventuale contagio da Covid, potrebbero avere conseguenze molto gravi. Basti pensare ai pazienti cardiopatici o oncologici: per loro sarebbe troppo rischioso restare in classe, a contatto con intere classi di studenti. Tutti i giorni in un ambiente scolastico molto frequentato per sua natura. E allora segnalano il problema di salute al dirigente scolastico che avvia una procedura ad hoc coinvolgendo un medico per la certificazione di sorveglianza sanitaria. È la strana storia dei prof fragili.

Il paradosso dei prof fragili

Le visite mediche dovranno essere ripetute a distanza di tempo perché in questo caso l’eventuale inidoneità all’insegnamento è assolutamente temporanea, in quanto strettamente legata all’emergenza Covid. Dopo questa fase critica, l’insegnante torna a tutti gli effetti idoneo. Le verifiche mediche possono indicare strade diverse: il docente deve aumentare le protezioni in classe, ad esempio utilizzando la mascherina Ffp2 e i guanti. Poi ampliando il distanziamento in classe, oppure risulta inidoneo alle sue mansioni e non può più stare in cattedra. Le possibilità sono due: i prof fragili restano a casa e vanno in malattia oppure assumono il ruolo di amministrativo all’interno della scuola. Vale a dire che resta in servizio a scuola e si fa carico del lavoro di segretario o addetto alla biblioteca, ad esempio, prendendo l’orario di 36 ore settimanali.

I supplenti dei prof fragili

In entrambi i casi i prof fragili sono sostituiti da supplenti. Tra le possibilità contemplate, infatti, non c’è la didattica online. Ci sono però docenti che, dopo sei mesi di stop alle lezioni, riprenderebbero volentieri il filo interrotto con la classe. E studenti che preferirebbero riprendere le lezioni con il prof che conoscono da anni. Per ora le certificazioni presentate sono poche centinaia ma, ora che la normativa è scritta nero su bianco, potrebbero diventare anche alcune migliaia. Quindi tra tanti docenti c’è chi, contando nella possibilità della didattica digitale integrata, sperava di portare avanti la classe in modalità online, da remoto. Del resto come ha fatto negli ultimi mesi. Ma non è possibile.

 

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