Opinioni

Il Pediatra Agostiniani: La mascherina non fa male, nemmeno ai più piccoli

La mascherina in classe è utile e non danneggia la salute, nemmeno dei più piccoli. A fare chiarezza su uno degli argomenti più dibattuti in vista della riapertura delle scuole è Rino Agostiniani, vicepresidente della Società Italiana di Pediatria e Direttore dell’area Pediatria e Neonatologia della Asl Toscana Centro (Firenze). Agostiniani in un’intervista a Fanpage ha spiegato le ragioni scientifiche. “La mascherina non fa male. Chi lo pensa dice una sciocchezza. Il miglior strumento di prevenzione è il distanziamento di un metro dall’altra persona. Nelle situazioni nelle quali non è possibile rispettare questa indicazione è opportuno l’utilizzo della mascherina, la quale, si ricordi, è uno strumento di protezione per gli altri, non di se stesso. In una realtà scolastica, nel momento in cui è seduti al banco, non è necessario tenere sempre la mascherina. Quando non è evitabile essere distanti, va indossata. Se ci sono problemi e risvolti pedagogici nei bambini? È chiaro che si preferisce vedere in faccia con chi si parla, ma bisogna anche analizzare il costo beneficio delle singole situazioni. Il fatto che sia in corso una pandemia da Coronavirus non è una scelta, ma è una cosa che ci è capitata e abbiamo degli strumenti per contenerla che dobbiamo necessariamente applicare”.

Agostiniani è poi intervenuto anche sugli altri argomenti caldi di questi giorni. Soprattutto per quanto riguarda i rischi che corrono i bambini tornando in classe. “Se dobbiamo parlare di rischi per la salute personale dei bambini, io direi che sono davvero trascurabili, perché abbiamo visto, con numeri alti nel mondo, che i più piccoli in linea di massima si ammalano poco e di forme lievi. I genitori possono stare tranquilli. Ovviamente, c’è il rischio che introducendo un nuovo elemento di maggiore socializzazione rispetto a quelli già introdotti negli ultimi mesi ci possa una maggiore circolazione del virus che, come abbiamo visto, nella nostra popolazione, continua ad esserci. Per quanto riguarda gli insegnanti, è chiaro che cambiando la fascia d’età ci possa essere anche un pericolo più personale, ma se si adottano le misure di prevenzione che conosciamo, e cioè uso della mascherina, distanziamento e lavaggio frequente delle mani, anche questo è un rischio che può essere gestito e contenuto”.

Più perplesso Agostiniani è sulla gestione di eventuali positività di bambini in classe. “Se il malessere si manifesta a scuola ci sono raccomandazioni rese note nella seconda metà di agosto dall’Iss e dal Ministero della Salute che indicano i percorsi da seguire. In questo caso, è previsto che ci sia una modalità di transitorio isolamento del bambino in un ambiente dedicato con un adulto, che con gli adeguati dispositivi di prevenzione lo accudisce. Vengono poi avvertiti i genitori che devono contattare il pediatra di fiducia per poi stabilire quale sarà l’iter successivo. Ma posso già dire che faremo fatica a contenere il numero di bambini che verrà sottoposto a test/tampone. Io confido molto che ci possa essere un miglioramento e una maggiore diffusione dei test rapidi, perché quelli che abitualmente facciamo richiedono tempi lunghi, pur essendo molto accurati, e se io rifletto sul numero di volte che i bambini mediamente si ammalano nel periodo invernale penso che la nostra organizzazione faticherà a reggere se non modifichiamo la modalità dell’utilizzo dei test”.

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