
Corsi di recupero dal 1 settembre: con Pia e Pai la Azzolina ha imposto nuove regole extracontrattuali ai docenti.
Il Contratto Collettivo Nazionale non prevede i corsi di recupero come didattica ordinaria, ma li prevede come attività di insegnamento aggiuntiva e non obbligatoria. Quindi il 1° settembre prossimo gli insegnanti avrebbe la facoltà di decidere se effettuare o meno delle lezioni. Eppure la Ministra Azzolina ha deciso in modo unilaterale, con l’introduzione del PAI e PIA, di violare il contratto e introdurre quello che, a tutti gli effetti, è un nuovo servizio obbligatorio. Questo attraverso l’OM 11 del 16 maggio 2020, con la quale si prevede l’avvio del piano individuale dell’apprendimento per gli studenti che sono stati promossi con insufficienze in una o più materie allo scrutinio finale dell’anno scolastico 2019/2020.
Bisogna ricordare che ai sensi dell’art.6, comma 1, dell’OM 11 del 16 maggio 2020, per gli alunni ammessi alla classe successiva tranne che nel passaggio alla prima classe della scuola secondaria di primo grado ovvero alla prima classe della scuola secondaria di secondo grado, in presenza di valutazioni inferiori a sei decimi, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 2, comma 2 del Decreto legislativo i docenti contitolari della classe o il consiglio di classe predispongono un piano di apprendimento individualizzato in cui sono indicati, per ciascuna disciplina, gli obiettivi di apprendimento da conseguire, ai fini della proficua prosecuzione del processo di apprendimento nella classe successiva, nonché specifiche strategie per il miglioramento dei livelli di apprendimento. Il piano di apprendimento individualizzato (PAI) è allegato al documento di valutazione finale.
E’ questo un altro dei terreni di scontro con i sindacati. Forse il meno pubblicizzato, ma di sicuro uno dei più aspri. Ma su questo punto, difficilmente, la Azzolina potrà cedere, avendo improntato tutta la narrazione del “tutti promossi” proprio sulla capacità del sistema scuola di fornire, in differita, un’opportunità agli studenti. A scapito dei diritti dei docenti e probabilmente in condizioni logistiche di grande difficoltà.
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook e sul profilo ufficiale Twitter




