Zecchi: La Scuola non è competitiva, stessi programmi da 50 anni. Esame di maturità? Non andava fatto

Zecchi: La Scuola non è competitiva, stessi programmi da 50 anni. Esame di maturità? Non andava fatto.
“Quest’anno l’esame si doveva abolire. Non si doveva fare in quel modo. Già la Maturità ha perso il suo valore di verifica, il suo valore simbolico, promuovono praticamente tutti. Invece quell’esame dovrebbe essere mantenuto come un momento di crescita e di distacco, di ingresso nella società. Ora è diventato un giochino… Già non aveva più senso prima, farla nel modo in cui è stata fatta quest’anno è stato ancora peggio. Si doveva dire: va beh, quest’anno è andata così”. Stefano Zecchi, filosofo, accademico e saggista, sulla scuola italiana va controcorrente. Intervenendo ai microfoni della trasmissione “Nautilus”, su Radio Cusano Tv Italia, non ha fatto mancare gli spunti per un dibattito.
“Noi abbiamo una scuola che non è competitiva. Io ho un figlio di 16 anni che fa la terza liceo classico e ha praticamente gli stessi programmi che avevo io. È una scuola che deve aggiornarsi. La scuola non deve essere per gli insegnanti, ma per gli studenti. Questo da diversi anni è stato dimenticato”.
Anche sulla tecnologia e l’uso che ne fanno i giovani Zecchi appare controcorrente. “C’è una demonizzazione di tutto l’apparato tecnologico, dei telefonini. Mia moglie vuole che proibisca a mio figlio l’uso del cellulare. Il cellulare lo si può mettere da parte quando si studia. Sembra invece sia diventato l’elemento diabolico che rovina i giovani. La pandemia ha dimostrato che i ragazzi, seppur iper tecnologici e sempre col telefono in mano, hanno patito moltissimo l’assenza di un rapporto vero, direi quasi fisico-carnale con l’altro. Questo dimostra che l’apparato tecnologico non surroga assolutamente quello dell’esperienza. Questi giovanotti sono davvero un passo avanti rispetto a noi e li invidio moltissimo perché possono essere sempre in contatto tra loro. Io avevo le tasche piene di gettoni, per non farmi sentire dovevo andare a telefonare fuori e la cabina telefonica magari era occupata, perdevi la fidanzata perché non avevi gettoni”.
Per Zecchi, il problema è nel rapporto familiare . ” I ragazzi hanno capito l’importanza dello stare insieme, del rapporto vero, ma lo sapevano anche prima, siamo noi che non lo capiamo. Ci sono sempre stati i lavativi, i fannulloni e ci sono anche oggi, così come ci sono ancora i ragazzi preparati ed educati. Il problema è la famiglia, che è la prima struttura educativa. Allora è inutile che i grandi si lamentino della maleducazione e della superficialità dei ragazzi”
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