Cronaca

Asili nidi in ufficio e anche di notte. Primo step nel Lazio

Asili nidi in ufficio e anche di notte. Nessuna caccia alla baby-sitter. Da oggi i bambini si potranno portare a lavoro, anche nei turni più scomodi, grazie a un’agevolazione finanziaria dedicata alle aziende che prevede la realizzazione degli asili nidi in ufficio. È solo una delle novità previste dalla nuova legge appena approvata dalla Regione Lazio, sulle “disposizioni in materia di sistema integrato di educazione e istruzione per l’infanzia”. Dopo quarant’anni dalla precedente. La legge, che attua il Decreto legislativo 65 del 2017, ha una copertura finanziaria pari a 10,5 milioni per il 2020, 17 milioni per il 2021 e 21 milioni per il 2022.

Il progetto

Si tratta di asili nido per bimbi dai 0 ai 6 anni che implicano continuità educativa. In ogni nido una quota numerica sarà riservata ai lattanti (cioè ai bimbi di pochi mesi), che poi continueranno il loro percorso arrivando, nella stessa struttura, anche a fare la materna. Fino ai sei anni, appunto, i piccoli potranno frequentare lo stesso ambiente, con gli stessi amichetti negli asili nidi in ufficio. Novità anche sull’orario, che diventa molto più dinamico. Gli asili nido in ufficio aprono da un minimo di sei a un massimo di 12 ore, per andare incontro alle necessità lavorative delle famiglie. Sì, anche e soprattutto quelle monogenitoriali. Che, tra l’altro, potranno godere dell’attivazione semplificata dei nidi e delle materne presso la propria azienda grazie ad agevolazioni finanziarie. I bambini andranno negli asili nido in ufficio anche di sabato e/o domenica, durante le vacanze natalizie e pasquali, nei mesi estivi e di notte, dove saranno seguiti sempre da professionisti.

Gli altri interventi

Viene poi introdotto un sistema di prevenzione e tutela dei piccoli alunni dal rischio di abusi, maltrattamenti e condotte inappropriate da parte degli adulti. Per famiglie in condizioni di disagio socio-economico la Regione può erogare contributi in forma di voucher vincolati per il pagamento delle rette, ma non mancano all’appello piani educativi speciali per bambini con particolari bisogni, in collaborazione con servizi sociali dei Comuni e quelli delle aziende sanitarie locali anche per gli asili nido in ufficio.

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