Opinioni

Severgnini: La Scuola va riorganizzata, ma i governi cercano consenso con misure miopi

Severgnini: La Scuola va riorganizzata, ma i governi cercano consenso con misure miopi. Settembre sarà complicato.

Rispondendo a una lettera giunta al Corriere, Beppe Severgnini fa il suo personalissimo punto sullo stato di salute della scuola italiana.

Il Corriere negli ultimi tempi si è (pre)occupato spesso  della scuola (de Bortoli, Verdelli, Della Loggia, Fregonara). La mia impressione è che la pandemia si sia scaricata su un organismo debole: e questo mi preoccupa molto. La  scuola pubblica è un ponte, un limite, una tregua, un consultorio e un rifugio. Oggi come ieri. L’insegnamento a distanza  ha complicato ulteriormente le cose (pensate che il 57% dei ragazzi deve condividere il computer con altri membri della famigia, e 800mila ne sono sprovvisti). Le regole sanitarie si presentano costose e faticose.  Ma qualcosa si deve provare.

Affinché si possa provare, l’istituzione va però incoraggiata, finanziata, organizzata, sveltita (neppure il Covid è riuscito a ridurre il formalismo della scuola italiana, lo si è capito durante la maturità, sommersa di inutili verbali). Ma queste, purtroppo, non sembrano essere le priorità della politica. I partiti e i governi – questo, come i precedenti – sono alla ricerca affannosa di consenso immediato, che cercano di comprare con misure miopi. La scuola richiede lungimiranza. La colpa è anche nostra: passiamo molto tempo a discutere di tasse, poco tempo a ragionare sull’istruzione.

Settembre sarà un mese complicato, temo. Chiudere le scuole per primi e riaprirle per ultimi non è stata una buona idea.

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