Cara Azzolina, si scrive Plexiglas, con una sola esse. Forse è tempo di prepararsi e di finirla con le gaffes

Cara Azzolina, si scrive Plexiglas, con una sola esse. Forse è tempo di prepararsi e di finirla con le gaffes.
Lucia Azzolina è sicuramente una donna di carattere. Sangue siculo, esperienza professionale nordica, piglio decisionista, scarsa attitudine al compromesso: un mix decisamente notevole. In soli cinque mesi la ministra è riuscita a far molto parlare di sé. Tra gaffes e clamorosi dietrofront esiste una vera e propria letteratura di genere su di lei.
A partire dalle famose tesi copiate. Almeno questo è quanto sostiene da mesi il linguista e critico letterario Massimiliano Arcangeli. Arcangeli ha scritto su Repubblica, che il testo della tesi conseguita all’Università di Pisa nel 2009 presso la Scuola di specializzazione per l’insegnamento secondario della Toscana, sia uguale per ampi stralci a testi pubblicati in precedenza. Primo scivolone della ministra, all’epoca in carica da pochi giorni, dal quale ha saputo difendersi. ” Non fatevi prendere in giro, non é né una tesi di laurea, né un plagio”. Ma oltre non è andata e il dubbio per chi ha confrontato i testi resta.
Ma è nelle ultime settimane che la Azzolina sta dando il meglio. Da quando cioé si è lanciata nella famosa immagine “dell’Imbuto da riempire”. Anche qui pronta è stata la difesa: si trattava infatti di un raffinato riferimento all’imbuto di Norimberga. Una metafora legata all’insegnamento. Il problema è che rileggendo le parole della ministra tutto si può comprendere fuorché il riferimento da lei indicato ex post. Ma anche questa volta l’impetuoso carattere della Azzolina ha avuto la meglio sui detrattori. Fino al plexiglas.
Sul plexiglas la ministra, spinta in una furiosa polemica con uno dei suoi acerrimi rivali, Matteo Salvini, ha completamente perso il controllo della lingua. Italiana, beninteso. E così ha bacchettato il leader leghista di non saper nemmeno scrivere nel modo corretto la parola, che secondo lei, è “Plexiglass” con due esse. E già immaginiamo di vedere il risolino ironico della titolare dell’Istruzione gongolante nell’aver beccato il rivale in fallo. Purtroppo ad aver sbagliato, pesantemente, è lei, la Ministra Azzolina titolare dell’Istruzione. Plexiglas non è un termine inglese, come lei immaginava, ma la dicitura di un composto di natura chimica. Si scrive con una esse. Punto. Errore da matita blù. Peccato che ad averlo commesso sia stata la ministra dell’Istruzione. Questa volta senza scusanti.
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