Cronaca

Ma il cruscotto dov’è? Gli spazi nelle scuole li misurano prof e ds, con il metro

Ma il cruscotto dov’è? Gli spazi nelle scuole li misurano prof e ds, con il metro.

Il famoso Cruscotto, il sistema di rilevazione degli spazi scolastici decantato dalla Azzolina sembra sparito. Al suo posto un più umile metro. A volte un misuratore laser, di quelli usati dai geometri. E così dirigenti scolastici, Ata e insegnanti, dotati tutti di buona volontà, stanno provvedendo in migliaia di casi a prendere le esatte misure delle aule e preparare con carta e penna gli schemi per la sistemazione degli arredi.

Il cruscotto, insomma, funziona se qualcuno inserisce i dati e quindi li rileva. E così il ministero si è fatto vivo chiedendo alle singole scuole di  avere dati precisi sulle dimensioni delle aule e sulla loro effettiva capienza. Per capire bene cosa sta accadendo basta dare un’occhiata a quanto richiesto con una nota dall’Usr del Piemonte ai dirigenti scolastici

“Lo strumento di monitoraggio  richiede di inserire sostanzialmente la misurazione di due dimensioni dell’aula, il lato in cui è posizionata la cattedra/lavagna e il lato lungo cui si snodano le file dei banchi. Un menù a tendina  permette anche di scegliere tra due tipologie di banchi monoposto (di dimensioni standard). In base a queste informazioni l’algoritmo sottostante al programma riporterà sullo schermo la massima quantità di posti/alunni disponibili in un’aula ideale, priva di impedimenti, restituendovi due distinti scenari: il primo in cui il distanziamento fisico (da bocca a bocca) è garantito in situazione statica, ossia con gli studenti seduti ai propri posti; il secondo, in cui il medesimo distanziamento è garantito anche nei contesti dinamici, ossia tenendo conto dei movimenti degli studenti tra le file di banchi”.

Tutti questi dati dovrebbero servire al Ministero per capire le reali esigenze delle scuole e, soprattutto, per verificare se i 50mila posti di supplenti che si potrebbero attivare a partire da settembre siano sufficienti per garantire la ripresa delle lezioni. Ma, soprattutto, i numeri saranno utili per capire quanti e quali altri spazi saranno necessari.

Un lavoro manuale che richiede tempo e precisione. Un lavoro che come sempre accade è ricaduto sulle singole professionalità. Intanto il tempo continua a correre, il 1 settembre si avvicina, la ministra Azzolina continua a mostrarsi ottimista. Ottimismo per nulla condiviso da chi nella scuola vive ogni giorno.

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