Cronaca

Didattica a distanza, Ocse-Pisa boccia la preparazione dei Prof. Il giudizio severo dei Presidi

Didattica a distanza, Ocse-Pisa boccia la preparazione dei Prof. Il giudizio severo dei Presidi

Ocse-Pisa, il Programma pubblico internazionale promuove la quantità, i dirigenti bocciano la qualità. L’insegnamento a distanza valutato nell’era Covid-19 fa discutere e dimostra che in Italia occorre lavorare ancora molto. Lo studio, che si occupa di verificare lo stato dell’arte dell’educazione scolastica nel mondo, spiega che gli studenti italiani hanno ricevuto didattica a distanza nella media con quello dei 79 Paesi presi in considerazione. Il problema, però, sarebbe che  i docenti italiani hanno un serio ritardo sul mezzo digitale, sulle lezioni da impartire, sulla loro capacità di cambiare didattica nel momenti in cui si passa dalla presenza al remoto.

L’analisi è di questi giorni, ma si basa su dati di due anni fa e quindi  alcune valutazioni necessitano ponderazione. Secondo i rilevamenti, che sono affidati in tutti i Paesi ai giudizi dei dirigenti scolastici, l’Italia è al 72° posto (su 79) per le competenze tecnologiche dei propri insegnanti. Metà esatta del corpo docente (che è formato da ottocentomila tra maestri e professori) le ha, metà non le ha. Non c’è differenza, di fronte a questa domanda, tra scuole svantaggiate o avvantaggiate.

La media Ocse (36 Paesi industrializzati dei 79 presi in considerazione) è vicina al 65 per cento. Diversi Paesi europei – Germania, Francia e Spagna, in ordine – sono al di sotto di questa media, ma hanno comunque risultati migliori dell’Italia. Guida la classifica di “percezione” (la percezione dei presidi) la Cina, dove il 92 per cento dei docenti ha sufficienti competenze digitali da trasferire ai discenti. I Paesi dell’Estremo Oriente guidano il ranking e hanno risposte di alto livello anche diversi dell’Est Europa. Sotto l’Italia, 72esima appunto, ci sono tra gli altri la Finlandia, considerata da sempre una delle nazioni con la migliore scuola al mondo e, ultimo, il Giappone.

L’Italia è al di sotto della media Ocse, ma qui non in maniera forte, nella voce “tempo a disposizione degli insegnanti per preparare lezioni digitali”: siamo 57esimi e il blocco docente che riesce in questo compito non raggiunge il 60 per cento. Nonostante il ritardo, i dirigenti italiani ritengono che, tutto sommato, maestri e professori del nostro Paese abbiano “risorse professionali efficaci per imparare ad utilizzare i dispositivi digitali”. Ne è convinto il 75 per cento dei presidi (siamo al 25° posto). I docenti italiani sono vicini alla media Ocse, inoltre, per gli incentivi a disposizione per integrare i dispositivi digitali. E alla domanda se l’Italia dispone di personale tecnico qualificato, riprecipitiamo nelle zone basse dei grafici dell’indagine: sessantesimi, con l’asticella appena sopra il 40 per cento.

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