Cronaca

Il Giornale: sciopero farsa dei docenti, a casa pagati

Sciopero farsa. Lo definisce così Il Giornale in edicola stamattina.  “Assurdo – scrive il quotidiano. Uno sciopero nell’ultimo giorno di scuola e con prof e studenti a casa da oltre tre mesi. Trattasi dell’«astensione dal lavoro» più tragicomica della storia della Pubblica (d)istruzione italiana. Cgil, Cisl, Uil, Snal e Gilda, in rappresentanza del mitico «personale docente» e dell’altrettanto celebre «personale non docente», hanno deciso infatti di incrociare le braccia. Possibilmente evitando la giornata di trattenuta sullo stipendio (per informazioni contattare il proprio sindacalista di riferimento ndr).

La critica

Lo sciopero proclamato per oggi – scrive Il Giornale – era stato dichiarato «illegittimo» dal Garante a causa di ragioni formali che tuttavia sono state tranquillamente ignorate dai sindacati. Sciopero doveva essere. E sciopero sarà. Ma uno sciopero farsa. Almeno dal punto di vista del «danno economico». «Devolveremo la somma alla Protezione civile», avevano garantito i sindacati. Ma ora si scopre che «nessun automatismo è tecnicamente» possibile per destinare in beneficenza il denaro. In teoria gli aderenti allo sciopero farsa dovrebbero fare una donazione su «base volontaria». Ma in quanti seguiranno la procedura? Senza contare che alla Protezione civile nessuno sa nulla di questa ipotetica opzione-solidarietà promossa dai sindacati scolastici.

Il ministro

L’unica cosa certa – continua il quotidiano – è che gli schermi dei computer domiciliari dei professori «in agitazione» rimarranno neri. Zero lezioni. Per questo è definito uno sciopero farsa dal Giornale. E smart working trasformato in stop working. Con protesta da remoto. Come «remota» è la disputa che contrappone il ministero di viale Trastevere al corpo docente. Gli insegnanti ce l’hanno a morte con la ministra Lucia Azzolina per una serie di motivi (alcuni validi, altri meno, altri pretestuosi). La ministra Azzolina ce l’ha a morte con gli insegnanti, almeno con quella parte di loro «restia a recepire le novità». Che poi le «novità» siano, più che altro, solo una sarabanda di annunci contraddittori, questo è un altro discorso.

Le soluzioni

Negli ultimi tre mesi, infatti, la ministra pentastellata ne ha dette di tutti i colori: «riapertura della scuola a settembre con accessi-alternati (metà scolaresca in classe e metà videocollegata da casa). «Ingressi e uscite dagli istituti a orari scaglionati», «riduzione dell’ora di lezione da 60 a 45 minuti». «Installazioni di divisori in plexiglas tra i banchi», «uso della mascherina» ecc. Idee (più o meno discutibili) messe nero su bianco con precisi provvedimenti legislativi? Funzionali soluzioni tecniche? Adeguate coperture finanziarie? Macché. Solo chiacchiere, buone per qualche titolo ad effetto sui giornali amici e servizi propagandistici nei tg delle reti governative.

La protesta

Ed è proprio questo andazzo demagogico ad aver mandato in bestia professori e sindacati. Che però, con lo sciopero di oggi, dimostrano di aver ingaggiato con la Azzolina un guerra decisamente al ribasso. Per questo Il Giornale parla di sciopero farsa e continua. Nota di colore: ieri la Cisl, in merito alla censura di due giorni fa rivolta alla maestra di Prato «colpevole» di fare lezione in giardino ai bimbi di una materna, ha recitato il mea culpa. «Manderei anche la mia nipotina alle lezioni all’aperto di Francesca Silvieri, l’insegnante di Prato», ha dichiarato ad Avvenire la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. Che però, a proposito dello sciopero farsa di oggi, tiene a precisare: «È una protesta sacrosanta». D’obbligo farsi il segno della croce.

 

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