Cronaca

Scuola, le direttive del Cts e l’allarme dei licei: Impossibile adeguare gli spazi, riaprire sarà impossibile

Scuola, le direttive del Cts e l’allarme dei licei: Impossibile adeguare gli spazi, riaprire sarà impossibile.

Palestre ricavate da cantine, giardini poco più gradi di una modesta aiuola, teatri manco a parlarne. Queste, per grandi linee le condizioni della maggioranza degli edifici storici in cui sono collocati gran parte dei licei italiani. Insomma di spazi utili per recuperare nuove aule per la didattica immaginata dalla Azzolina, ce ne sono pochi. Le indicazioni del Comitato tecnico scientifico, allo stato, non possono essere attese.

Disposizioni governative, che parlano di un metro lineare tra i banchi, accessi diversi per l’ingresso e l’uscita e utilizzo alternativo di palestre, auditorium o laboratori. I più preoccupati sono i dirigenti scolastici. E le parole della Ministra che si è detta pronta ad aiutarli, non sono bastate a tranquillizzarli. Nei Centri storici delle città  sarà quasi impossibile garantire il distanziamento per tutti gli allievi. Ed ecco farsi avanti gestori di cinema e di teatri, allo stato desolatamente vuoti. Qualche preside ha iniziato a guardarsi intorno e chiesto informazioni su ex caserme. Ma i più avveduti hanno già chiesto al ministero se poi potrebbero avere l’agibilità necessaria.

Questo dell’agibilità pare allo stato un non problema, come se mandare dei ragazzi in un cinema o all’aperto a fare lezione fosse semplice come dirlo. Il Cts consiglia di chiedere aiuto alle istituzioni amministrative per reperire nuovi spazi. Ma quanto tempo occorrerebbe per renderli, appunto, agibili?

Basta  leggere cosa dice la preside di una scuola di Roma centro per avere una chiara idea delle difficoltà. “Gestire l’emergenza non sarà così semplice. Abbiamo 56 classi ed una sola uscita. Stando alle prime indicazioni, dovremmo avere 28 aule in più per dividere i ragazzi. Non le abbiamo e non abbiamo neanche la palestra interna: possiamo utilizzare il giardino: non è enorme e comunque è all’aperto. Potremmo utilizzarlo fino a ottobre. Sarebbe meglio organizzare turni pomeridiani ma una cosa è certa: questa non può essere la routine».

Esatto, ma chi lo dice agli scienziati del Cts e ai tecnici del Ministero?

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